La manifestazione
Il sindaco ordina: multate le prostitute e i loro clienti
Fino a 500 euro la sanzione per chi esercita sulla pubblica strada e anche per chi si avvicina in auto o in motorino: «Basta sfruttare il corpo delle donne»
GROSSETO. Dal primo ottobre sarà bene farsi una bella doccia fredda o ripiegare su abitudini magari sì sfiziose, ma di ben altra igiene e moralità: è in arrivo l’ordinanza del sindaco (versione sceriffo) Bonifazi contro la prostituzione sulle strade. L’atto è già stato firmato ed entrerà in vigore proprio tra due giorni. Le sanzioni sono salate: spassarsela con una bella moretta che fa gli occhi dolci, una biondina dalle trecce sensuali o un vigoroso travestito potrebbe costare 500 euro, prestazione esclusa, ovvio. È così che il governo cittadino cerca di mettere un freno al vergognoso dilagare di un fenomeno, quello della vendita del corpo, in continua ascesa. In città, le aree dove viene professato il mestiere più antico del mondo le conoscono più o meno tutti, grandi e piccini, donne e uomini. Tutti angoli arcinoti pure alle forze dell’ordine, le stesse unità in divisa che ora dovranno far rispettare il volere del sindaco. E non sarà per nulla semplice. A dare ampia libertà d’azione al capo della giunta ci ha pensato il decreto legge del 23 maggio 2008, redatto sotto il benestare dell’allora ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni. L’atto governativo ha contribuito a ridisegnare le funzioni dei sindaci in fatto di ordine pubblico e sicurezza. Bonifazi, al pari dei suoi colleghi, può intervenire per prevenire e contrastare atti e comportamenti che magari non configurano reati, ma che sono – si legge nell’ordinanza – «tali da compromettere la vivibilità della comunità, creando disagio e allarme alla popolazione». Atti che possono essere ritenuti idonei a facilitare l’insorgenza di gravi fenomeni criminosi perché vanno a intaccare le regole sociali o di costume che «reggono una corretta, ordinata, civile e serena convivenza». Per effetto del documento del sindaco rischiano le multe sia i clienti che le prostitute. Questo pur tenendo conto che è «ancora più riprovevole e degradante il comportamento di coloro che acquistano in modo illecito prestazioni sessuali». Ma alla fine dei conti, cosa sarà vietato? Come detto, è punibile chiunque esercita la prostituzione, incide sulla libera e corretta fruizione degli spazi pubblici o rende difficoltoso l’accesso a questi. Accostarsi a una prostituta, sia che si viaggi in auto, a piedi o in sella a uno scooter, sarà un’azione a rischio verbale. Figuriamoci il far salire la lucciola a bordo. Sì, ma come riconoscere una professionista della strada? Bell’enigma: l’abbigliamento, più o meno succinto, non sarà prova di alcunché. Identificare qualche “bella di notte” rischia di divenire una mezza impresa che potrebbe prestare il fianco a discussioni. Ma il sindaco-sceriffo tira dritto: «Non mi aspetto di risolvere il problema, ma di accendere una luce su un fenomeno degradante all'origine di un’odiosa forma di sfruttamento del corpo femminile».
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