La manifestazione
Alimenti congelati non indicati in menu Multa per la sagra
Piatti preparati con funghi, cinghiale e patate non freschi La difesa preannuncia appello: semplice dimenticanza
GROSSETO. Piatti a base di funghi, cinghiale e patate - messi in vendita senza che nel menù fosse indicato che si trattava di alimenti surgelati - hanno messo nei guai con la giustizia il responsabile della Sagra del tortello maremmano di Roselle, in corso nel giugno 2011. Giancarlo Moretti, 56 anni, imputato anche in qualità di vicepresidente del Batirose organizzatore della sagra, è stato adesso condannato dal giudice Sergio Compagnucci a una multa da 1.000 euro per un tentativo di frode in commercio. Il viceprocuratore onorario Di Guglielmo aveva chiesto 20 giorni.
Asl e polizia municipale avevano controllato quella sera i prodotti alimentari pronti a essere cucinati: due scatole da 12 kg di funghi, nove sacchetti da 2 kg di funghi porcini, 5 kg di bocconcini di cinghiale, 2,5 kg di patate. Prodotti tutti surgelati, così come lo erano altri 24 kg di funghi e quasi 90 kg di patate custoditi in un carro frigo vicino alla cucina. La Asl non ravvisò alcun problema dal punto di vista sanitario e non diede seguito ad alcuna notizia di reato. Diverso il punto di vista della polizia municipale, i cui agenti notarono che sul menù - fotografato come elemento di prova - non era indicato che si trattava di prodotti surgelati in corrispondenza dei piatti "penne salsiccia e funghi", "zuppa di funghi porcini", "cinghiale", "patate fritte".
Secondo la difesa (avvocati Riccardo Schipani e RiccardoLottini) l’accusa si basa su un giurisprudenza riferita a una casistica diversa, centrata sulla volontà dichiarata di voler ingannare il consumatore (come il ristorante in riva al mare che serve pesce congelato). E il senso comune avrebbe dovuto subito indirizzare il consumatore, dal momento che a giugno il cinghiale non può essere fresco (la caccia termina a gennaio) e i funghi non posso essere colti da poco ma casomai a settembre-ottobre; e il taglio a bastoncino delle patate doveva immediatamente far comprendere, anche da un punto di vista meramente visivo, che si trattava di prodotti surgelati.
«La mancata indicazione della natura congelata nel menù, lungi dal voler rappresentare un escamotage per trarre in inganno i clienti - dicono i legali - appare semplicemente una dimenticanza assolutamente irrilevante, che non merita l'intervento del giudice penale. Presenteremo appello. Ci teniamo comunque a precisare che i controlli Asl hanno constatato che il ristorante della Sagra del tortello era perfettamente in regola dal punto di vista delle condizioni igienico sanitarie. E questo riteniamo che sia quello che effettivamente conta».
Secondo il giudice comunque «il taglio a bastoncino è facilmente ottenibile anche in ambito domestico grazie a utensili di costo neppure particolarmente elevato». E ha aggiunto che non si può far base su «particolari cognizioni del consumatore, come ad esempio il calendario venatorio o il periodo di raccolta dei funghi, tanto più che tali sagre sono frequentate anche da turisti stranieri, i quali evidentemente non possono essere a conoscenza della circostanze suddette».
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