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L’uscita è chiusa, ma nessuno lo segnala

L’uscita è chiusa, ma nessuno lo segnala

Odissea e rabbia degli automobilisti sulla Grosseto-Siena: «L’Amiata? Non la considerano più»

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PAGANICO. Viabilità della montagna (e non solo la viabilità): un calvario. Lo è di norma, sia per arrivare che per uscire dall’Amiata, ma la questione è diventata davvero pesante martedì mattina, quando sulla Siena-Grosseto è stata chiusa, per lavori in corso, l’uscita Paganico Nord, quella che viene imboccata da chi, volendo immettersi nella strada del Cipressino per arrivare nei paesi amiatini, vuole evitare di passare nel centro di Paganico.

La chiusura, non segnalata in anticipo, ha determinato ritardi di pendolari e arrabbiature a non finire degli automobilisti. La segnalazione arriva dal dottor Enzo Biagini di Castel del Piano, il quale raccontando questo episodio dà ragione a chi sostiene che l’Amiata è emarginata e ignorata e sbotta per «segnalare l'ennesimo episodio che testimonia il livello di degrado raggiunto dalla nostra zona, dove superficialità e approssimazione hanno fatto più danni della grandine».

Biagini spiega: «Martedì mattina è stata chiusa l'uscita Paganico nord, evidentemente per lavori. Benissimo! Peccato che la cosa non è stata segnalata e quindi tutto il traffico per la montagna ha dovuto proseguire per Civitella onde poter effettuare un’inversione di marcia, ovvero per poter prendere la famosa strada del Cerrone e, quindi, immettersi nella mitica strada provinciale del Cipressino. In altre parole: arrivando da Grosseto , se si era scelto di uscire a Paganico nord evitando di attraversare il paese, gli automobilisti trovavano l’uscita chiusa e quindi sono stati dirottati a Civitella e sono dovuti tornare indietro avendo fatto 5 km in più . Di conseguenza _ aggiunge Biagini, che lavora all’ospedale di Castel del Piano _ tutti i professionisti in servizio all’ospedale di Castel del Piano che “pendolano” da e per Grosseto, si sono presentati al lavoro imbufaliti e con discreto ritardo sull’orario. Stessa sorte per i “commessi viaggiatori”, i rappresentanti e per tutti gli altri pendolari che lavorano, vedi gli impiegati delle banche, nella nostra zona. Mi rendo perfettamente conto _ chiosa Biagini _ che la cosa di per sé è banale. Tuttavia rappresenta un segnale o un vero sintomo del la definitiva caduta di interesse verso il nostro comprensorio. Quanto c’è da fare per poter ricostruire qualcosa in Amiata. Sarebbe bastato un semplice segnale all’uscita Paganico sud che indicava Monte Amiata e non ci sarebbe stato nessun problema. Evidentemente non siamo degni di considerazione. Non siamo degni di attenzione per questo, e figuriamoci se lo siamo per i lunghi black out telefonici, elettrici e di un digitale terrestre che quassù proprio non ha intenzione di funzionare. Come dire, siamo terra di nessuno».

Fiora Bonelli

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