Il Tirreno

Grosseto

andrea casamenti

«Il rimpasto? Mi sarei aspettato tre assessori esterni...»

ORBETELLO. Alla vigilia della comunicazione ufficiale dei nuovi nomi e delle nuove deleghe relative al rimpasto interno della giunta Paffetti, non mancano le critiche e lo scetticismo degli...

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Alla vigilia della comunicazione ufficiale dei nuovi nomi e delle nuove deleghe relative al rimpasto interno della giunta Paffetti, non mancano le critiche e lo scetticismo degli oppositori politici. In prima linea Andrea Casamenti, leader di Oltre il polo che non si stanca di additare a quello, che a suo dire, è un immobilismo amministrativo senza precedenti.

«Dopo due anni e mezzo di continui contrasti interni - dice l’avvocato lagunare - una lunga telenovela sul rimpasto delle poltrone durata un anno, e soltanto una fontana zampillante, ci saremmo aspettati che per cercare di risollevare la drammatica situazione amministrativa creatasi fossero entrati in giunta tre assessori esterni, magari tre tecnici nelle proprie materie che potevano almeno tentare di dare un minimo di sussulto operativo a una giunta ormai al capolinea, con un sindaco totalmente confuso amministrativamente e un vicesindaco che avrebbe dovuto rappresentare le istanze di Albinia e che invece si è immediatamente piegato ai voleri della Paffetti sacrificandole. Apprendiamo invece che nessun assessore tecnicamente preparato entrerà in giunta, ma sono stati semplicemente nominati tre attuali consiglieri di maggioranza che hanno accettato e condiviso due anni e mezzo di scelte scellerate della giunta Paffetti, e che hanno dato vita a un lungo e triste teatrino fatto di attacchi, dimissioni e marce indietro. Questi contribuiranno a peggiorare la già drammatica situazione amministrativa del Comune, che dopo oltre 16 anni lascerà le frazioni di Fonteblanda e Talamone senza rappresentante in giunta a dimostrazione del poco interesse della Paffetti nei confronti di quei cittadini».

La sinistra della coalizione, che aveva avuto tanto consenso - prosegue lui - viene praticamente azzerata da questo rimpasto che sarà utile soltanto per prolungare il potere a qualche “cambia bandiera”. Dopo due anni e mezzo di disastri ci aspettavamo un vero scossone nell’amministrazione Paffetti e invece la montagna ha partorito un topolino e la musica non cambierà, ma peggiorerà ancora a discapito della popolazione che è stanca di questi penosi giochetti».

Casamenti conclude spiegando di essere in continuo contatto con i problemi dei cittadini, e di prepararsi «a dare un’alternativa credibile all’amministrazione Paffetti, con l’obiettivo di risollevare il Comune dal fondo del baratro in cui è stato fatto precipitare». (s.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa