Il dolore
Il Comune restituisce un terreno alla chiesa
MASSA MARITTIMA. Il Comune di Massa Marittima restituisce parte di un terreno alla chiesa di San Cerbone e versa alla stessa più di sei mila euro. La vicenda parte da lontano dal 1999 quando...
MASSA MARITTIMA. Il Comune di Massa Marittima restituisce parte di un terreno alla chiesa di San Cerbone e versa alla stessa più di sei mila euro. La vicenda parte da lontano dal 1999 quando attraverso una atto notarile l’ente massetano acquisì al patrimonio comunale un appezzamento di terra di mille metri quadri appartenente alla parrocchia di San Cerbone Vescovo di Massa Marittima: in cambio di quell’area il Comune avrebbe dato alla chiesa in concessione per 99 anni un box auto nel parcheggio che doveva essere realizzato nel sottosuolo delle spazio ceduto, o a fronte della mancata costruzione del posteggio, una somma pari all’epoca a trenta milioni di lire. Fin qui nulla di strano: ma è cambiato qualcosa negli anni. Sì perchè nel 2003 la parrocchia attraverso una nota inviata all’amministrazione massetana aveva fatto un passo indietro su quanto deciso 4 anni prima: c’era stato un errore nella trascrizione della propria volontà intendendo infatti “cedere al Comune una porzione di superficie di metri quadri 670 del terreno e non l’intera particella”. Lo spazio in questione si trova vicino alla chiesa e quello che chiedevano gli ecclesiastici era che venisse lasciato loro lo spazio di 330 metri quadri utile a collegare la parrocchia con via Butigni, strada che porta a piazza del Duomo. Il Comune ricevuta tale richiesta ha deciso quindi di procedere alla stipula di un nuovo atto per modificare quello del ’99, andando incontro alle esigenze del clero per ridimensionare sia la cessione che la cifra pattuita in precedenza. L’amministrazione quindi adesso restituirà 300 metri quadri alla parrocchia di San Cerbone e non 330 questo perché la catalogazione delle particelle aveva già previsto tale suddivisione e quindi diventa più semplice cedere direttamente uno spazio senza rimettere mano a quanto già definito. Gli ecclesiastici rinunciano al corrispettivo di 15mila e 490 euro circa, concordando nuovamente con l’ente che per la parte restante di terreno vengano versati alla chiesa circa sei mila e 400 euro. Accordo trovato quindi e chiusa una vicenda che aperta ben 13 anni fa.
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