Gioco
Giovani, incensurati e di buona famiglia Il “piccolo grossista” con sette dipendenti
«Non ti do più nulla, hai venduto poco questo mese. Non mi servi». Impartiva ordini e dava valutazioni ai suoi “dipendenti”. Decideva quanta droga dare ad ognuno dei ragazzi, tutti suoi coetanei o...
«Non ti do più nulla, hai venduto poco questo mese. Non mi servi». Impartiva ordini e dava valutazioni ai suoi “dipendenti”. Decideva quanta droga dare ad ognuno dei ragazzi, tutti suoi coetanei o anche più giovani, che aveva assoldato per rifornire i tanti clienti sparsi sulla costa, tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. A ventitré anni si è meritato il titolo di “piccolo grossista”, perché ogni due settimane riusciva a far arrivare in città almeno mezzo chilo di droga, quasi tutta marijuana che acquistava da un ghanese e da un nigeriano.
Poi, aveva attivato anche un altro canale, quello che da Praga, su un autobus, ogni settimana lo riforniva d’erba. Il corriere era uno slovacco senza fissa dimora che è stato arrestato ieri nel veronese dalla squadra mobile. Deciso, sicuro di sè, capace di gestire il traffico di sostanze stupefacenti la sera e di alzarsi la mattina per andare al lavoro in un’azienda che si occupa di riparazioni e vendita di ricambi. I ragazzi finiti in carcere o ai domiciliari nell’ambito dell’operazione Evergreen, erano tutti di buona famiglia e incensurati.
L’unico che aveva già avuto qualche problema con le forze dell’ordine era lo slovacco senza fissa dimora. Gli altri invece sono tutti ragazzi di famiglie normali. Gente che lavora e che non ha amai avuto guai con la giustizia. Come il ragazzo che si era messo a capo della banda e che dava ordini ai suoi “cavalli”. Così deciso e sicuro da stabilire anche a chi dare o non dare la droga per essere poi venduta al dettaglio. Così capace di gestire un traffico che ha fruttato all’organizzazione, dall’inizio dell’anno fino a oggi, diversi soldi.
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