Il Tirreno

Grosseto

Il processo Schettino ha perso mordente

Assente Domnica, pochissimo pubblico, numero ridotto di avvocati. Al Moderno oggi si riprende

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GROSSETO. Non c’era Dominca, non c’era De Falco. Poche le tv, rarefatte le presenze in sala stampa. Tre le parti offese presenti, tre pass rilasciati al pubblico; e tutti sono rimasti in sala per poco tempo. Molti avvocati di parte civile si sono fatti rappresentare da altri colleghi.

Il processo a Schettino ha perso mordente, o forse la ripresa ha colto di sorpresa sia i grossetani sia le parti. Inconvenienti pari a zero all’esterno del teatro Moderno, che da venerdì scorso è stato nuovamente allestito per le udienze (oggi nuova puntata, per il prosieguo si vedrà) con il consueto indispensabile dispiegamento preventivo di forze dell’ordine. Traffico regolare: ormai i grossetani si sono abituati alla circolazione variata. Nemmeno il fatto che al Moderno siano stati proiettate registrazioni e slide ha contribuito a riaccendere l’attenzione sull’evento.

Del resto, il processo ieri è partito con grande ritardo: chiamato per le 9, è partito di fatto alle 10,20, con la raccomandazione del presidente Puliatti a essere puntualissimi per oggi. Francesco Schettino è arrivato più che in anticipo ma ha atteso per far ingresso in sala, dove immaginava che sarebbe stato in qualche modo immortalato dai fotografi: ha passato quell’ora e mezzo tra il bar e il corridoio di fianco alla platea, conversando un po’ con tutti, incrociandosi nel cortiletto antistante al bar interno anche con i pm. Non ha detto nulla appena disceso dall’auto, è stato particolarmente attento all’udienza di ieri, quando ha preso la parola due volte. Teso ma non emozionato: comunque intenzionato a ribadire non solo che le responsabilità non sono tutte sue ma anche di aver eseguito manovre a regola d’arte. Ha sollecitato i suoi difensori Domenico Pepe e Donato Laino a fare domande, li ha indirizzati, ha consultato il personal computer, ha ripassato i verbali, nelle pause ha scambiato opinioni anche con i legali di parte civile. I suoi legali hanno più volte sottolineato che gli interventi di Schettino sono opportuni perché il comandante «è un esperto» e nessuno meglio di lui conosce quell’imbarcazione.

Poco più di 5 ore e mezzo la durata dell’udienza di ieri, con due pause (mezz’ora e un’ora). Oggi si riprende, ancora alle 9, con lo scopo di esaurire l’ultimo chiarimento chiesto dal Tribunale ai quattro periti autori della relazione discussa all’incidente probatorio: i giudici vogliono sapere quanto più possibile sulle pompe di emergenza. Il quadro che uscirà da questi due giorni dovrà dire se sarà necessario effettuare una perizia urgente, come chiesto all’altra udienza da più parti.ALTRI SERVIZI A PAG.3

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