Il dolore
Ex dipendente pubblico è il piromane di Albinia
Arrestato dai carabinieri mentre tentava di appiccare le fiamme alla pineta «Non ce la faccio a resistere», ha detto il settantunenne ai militari
ALBINIA. «Non riesco a resistere, è più forte di me. Non ce la faccio a smettere». Sono state queste le uniche parole che il piromane ha detto ai carabinieri. Per due volte, nelle scorse settimane, ha tentato di appiccare le fiamme alla pineta nella zona dei campeggi. Poi, tre giorni fa, la svolta: i carabinieri di Albinia lo hanno preso proprio mentre stava dando fuoco ad alcuni scottex, sistemati per terra vicinissimi agli aghi di pino secchi. Lo hanno preso dopo che lo avevano riconosciuto dalle telecamere di sorveglianza della zona.
La strana storia del piromane di Albinia comincia infatti quest’estate, quando per due volte sono stati sventati altrettanti incendi nella pineta che dal campeggio Acapulco porta all’Ideal. Lì, il settantunenne, arrivava in bicicletta. Lì, per due volte, è stato bloccato il tentativo di dare alle fiamme la pineta, una volta grazie all’intervento dei vigili del fuoco, un’altra grazie alla prontezza di alcuni operai che hanno fermato subito le fiamme.
I carabinieri, dopo aver ricevuto le segnalazioni dei vigili del fuoco, sono andati a dare un’occhiata alle telecamere di sorveglianza. E da quei fotogrammi, è spuntato l’identikit dell’uomo che abita proprio ad Albinia.
Fino a qualche anno fa l’uomo lavorava come dipendente pubblico. La sua è stata sempre una vita irreprensibile, senza alcuna ombra. E soprattutto, senza alcun altro problema con la giustizia. Ma quest’estate, qualcosa si è scatenato nella sua testa. Il settantunenne infatti, più volte è salito in sella alla sua bicicletta e dal centro dell’Albinia, pedalando lungo la pista ciclabile che porta alla zona dei campeggi, arrivare là, in quella pineta dove i turisti trovano riparo dal sole. E sotto a quegli alberi vicini ai campeggi, tirare fuori di tasca l’accendino e appiccare le fiamme a dei fazzoletti di carta sistemati vicini agli aghi di pino.
Sarebbe potuta succedere una tragedia se i carabinieri non fossero intervenuti per fermarlo, una volta scoperto. Davanti alle divise indossate da quegli uomini che probabilmente aveva visto e incrociato tante volte ad Albinia, non è riuscito a dare una spiegazione a quel gesto ripetuto più e più volte. Se non quella, appunto, di un bisogno irrefrenabile di accendere il fuoco e veder bruciare la pineta. Esattamente come è successo l’anno scorso al cimitero di Sterpeto a Grosseto, dove ad accendere roghi era un pensionato, coetaneo dell’uomo arrestato due giorni fa dai carabinieri di Albinia con l’accendino pronto a bruciare i fazzoletti di carta.
L’uomo ora è agli arresti domiciliari. Oggi, in tribunale, si svolgerà l’udienza di convalida.
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