Sicurezza
Territorio off limits I cacciatori all’attacco
PAGANICO. Le squadre dei cinghialai di Roccastrada protestano con la Provincia. «Dall’anno scorso _ scrive Moreno Pompili, presidente del distretto di caccia al cinghiale di Roccastrada _ il...
PAGANICO. Le squadre dei cinghialai di Roccastrada protestano con la Provincia.
«Dall’anno scorso _ scrive Moreno Pompili, presidente del distretto di caccia al cinghiale di Roccastrada _ il territorio di caccia che era assegnato alle squadre di Roccastrada nella zona denominata Paganico è stato chiuso dalla omonima Tenuta. Il divieto, che dura dal 1 ottobre al 2 febbraio, è motivato con il pascolo delle mucche. La prima domanda che rivolgiamo al presidente della Provincia Marras e al dirigente Machetti è questa: siamo certi che il numero di capi di bestiame presenti in fattoria sia sufficiente a motivare il divieto? Ma andiamo avanti. Il nuovo divieto confina con l’oasi di Monte Leoni. Il risultato è che si è creato un vasto cuscinetto dove la caccia è vietata e dove si registra di conseguenza una significativa proliferazione di cinghiali, con danni a noi contadini che viviamo e lavoriamo intorno. Ovviamente ci siamo rivolti anche alle associazioni venatorie, ma fino a oggi risultati non sono stati ottenuti. Intanto quasi ogni notte ci vediamo distruggere le colture da branchi di cinghiali».
«Di recente _ prosegue Pompili _ abbiamo segnalato, anche con fotografie, la presenza di governi con macchinette elettriche in aree adiacenti ai divieti. Chiediamo quindi indagini, sopralluoghi e, nel caso fossero scoperti gli autori, il ritiro del registro. Da cacciatore due sono le cose che danno noia: il fatto che è stato tolto dalla Tenuta, adibendolo a divieto con motivazioni zootecniche, solo il territorio che battevamo noi e poi la vicenda dei foraggiamenti. Siccome la caccia è uno sport e non serve per vivere, io credo che la priorità, in certe gestioni, debbano averla i contadini della zona e qui purtroppo non potendo cacciare aumentano a dismisura i cinghiali e i danni. Consideriamo infatti che già l’oasi di Monte Leoni incrementa assai il ripopolamento, l'ulteriore fondo chiuso istituito dalla Tenuta e i quintali di granturco per tenere i cinghiali in determinate aree fanno il resto. Noi chiediamo alla Provincia di poter cacciare i cinghiali quando è il momento e dove lo abbiamo sempre fatto. Sarebbero contenti i cacciatori e i contadini. E non andare ad abbattere qualche scrofa con prole al seguito in estate».
La risposta del responsabile dell'ufficio caccia Massimo Machetti è molto chiara.
«Conosciamo la vicenda e non abbiamo ragione di dubitare di ciò che racconta Pompili», dice il dirigente della Provincia.
«Riguardo al fondo chiuso istituito dalla Tenuta Paganico ribadisco però che nulla può fare la Provincia per farlo togliere nel momento in cui la verifica del rapporto capi bovini per ettaro dovesse risultare corretta. Quanto ai foraggiamenti sono stati svolti diversi controlli dalla polizia provinciale, e altri ne seguiranno, che non hanno avuto esito». (g.b.)
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