Sicurezza
Maiani un anno dopo La morte non ferma la macchina del bene
Amici e volontari fanno il punto delle tante preziose opere finite o in costruzione grazie al benefattore di Caldana
GROSSETO. A un anno esatto dalla scomparsa di Mario Maiani _ benefattore maremmano che ha realizzato 10 ospedali in 7 Paesi del Terzo Mondo _ lo ricordano gli amici, i compaesani di Caldana e le associazioni che hanno beneficiato delle sue risorse. Con il suo uomo di fiducia e collaboratore tecnico, l’ingegner Mario Amerini, abbiamo fatto il punto della situazione sulle opere realizzate e su quelle in corso.
«All'estero _ attacca Amerini _ dalla Bolivia al Perù fino in Etiopia e Nigeria i 4 ospedali e le 2 strutture sanitarie completati da tempo marciano normalmente e curano le popolazioni più povere di quelle zone, a conferma che Mario Maiani aveva visto giusto sulle necessità. Anche il centro anziani di Caldana sta svolgendo la sua attività».
Dopo l'apertura del testamento, che nel 2012 ha assegnato le residue risorse di Maiani al comune di Gavorrano e alla società di mutuo soccorso di Caldana, restano invece da espletare le ultime volontà che Maiani stesso ha messo per scritto prima di andarsene e cioè l'ampliamento della sede del Centro Maiani di Caldana, che è in fase di elaborazione in conseguenza della alienazione da parte del Comune di una discreta proprietà immobiliare che il benefattore ha lasciato a questi fini.
Nei tre cantieri in Africa invece le attività avviate camminano spedite pur in mezzo a innumerevoli difficoltà legate a gravi problemi locali di ordine pubblico. Amerini sta coordinando i rapporti con le Ong operative in Congo, Camerun ed Etiopia, mirati alla fine lavori, all’avvio dei servizi e all'inaugurazione delle opere.
«Le problematiche maggiori _ spiega _ vengono dalla guerriglia nigeriana nell’alto Camerun, a Muturua, dove si trova uno degli ospedali in costruzione da parte della beneficiata Cumse di Milano. Anche in Congo, a Kilomoni, simile situazione con le sommosse dei ribelli del Kiwu. Qui opera l’ong Avsi. Di recente, su raccomandazione del governo locale, è stata disposta la sospensione dei lavori e il rimpatrio dei volontari. L’inaugurazione però potrebbe avvenire già entro fine 2013».
Infine il fronte etiope (Sheraro) dove l’ospedale realizzato attraverso la Lismas di Roma è per dimensione il doppio degli altri ospedali africani. «I lavori _ conclude Amerini _ sono completati. Le opere già consegnate in via provvisoria al governo etiope che sta predisponendo l’organizzazione del personale sanitario. L'avvio delle attività è prevedibile a inizio 2014».
Ma Maiani non è stato solo un personaggio generoso ma anche scrupolosamente previdente e non ha lasciato problemi finanziari nei cantieri. Prima di andarsene ha adottato ogni precauzione pur di non lasciare senza risorse le opere in costruzione per cui tutti e tre gli ospedali stanno giungendo in parallelo a buon fine.
Le sue ceneri sono deposte nella tomba di famiglia del cimitero di Caldana. Un uomo come lui è davvero raro trovarlo ai tempi nostri e gli associati delle sette onlus e ong coinvolte se ne sono resi conto da tempo. Oggi lo ricordano, nel primo anniversario della scomparsa, con profonda gratitudine.
Gabriele Baldanzi
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