La manifestazione
Il palio marinaro in cerca “d’autore”
La storica manifestazione è orfana del comandante: Tulino si è dimesso. E il sindaco avanza una candidatura bipartisan
MONTE ARGENTARIO. Il palio marinaro di Monte Argentario è alla ricerca del suo comandante, la figura centrale che coordina i rioni e presiede a tutta l’organizzazione dell’evento. Questo da un paio di settimane, da quando Renato Tulino, l’uomo scelto da Arturo Cerulli prima della fine dello scorso mandato, ha rassegnato le sue dimissioni a seguito delle polemiche che hanno preceduto l’ultima edizione della regata remiera, vinta dal rione del Valle.
Una scelta non semplice quella che sta impegnando il sindaco, e in relazione alla quale da giorni girano voci che farebbero riferimento a una nomina clamorosa, una di quelle che potrebbero avere risvolti politicamente rilevanti.
«Sì, è vero quello che si vocifera a Porto Santo Stefano - dice Cerulli - Ho chiesto a Mauro Schiano la sua disponibilità a ricoprire il delicatissimo incarico di comandante del Palio. Ci siamo posti l’obiettivo di trovare una persona che sia al di fuori dell’ambiente del palio, un personaggio “super partes” che garantisca serietà e un certo spessore culturale e che sia di Porto Santo Stefano: Schiano, nonostante le fede politica differente dalla mia, è un persona di cui ho massima stima e avrebbe potuto garantire tutto questo. Purtroppo non ha accettato il mio invito, pur essendo stato felice della mia richiesta, perché già gravato da tanti impegni».
Dunque è sfumato un accordo che, nonostante tutto, avrebbe fatto discutere anche il mondo della politica argentarina. Nell’ambiente del palio, invece, ancora si parla di quanto successo con Renato Tulino, che ha dato le dimissioni dopo la minaccia di alcuni rioni di non disputare la passata edizione a causa di alcune presunte irregolarità nei remi dell’equipaggio del Valle, che poi vinse. Un’eventualità che fu paventata proprio alla vigilia e che il comandante Tulino interpretò come una mancanza di rispetto nei suoi confronti, un atteggiamento di sfiducia dopo mesi passati a organizzare la gara: a nulla è valso, poi, il tentativo di recuperare tramite una potenziale multa che i rioni avrebbero dovuto pagare, riconoscendo il loro errore. Infatti Tulino se n’è andato, lasciando un problema a Cerulli: «Sono amareggiato dell’abbandono di Tulino, una persona di cui ho sempre avuto la massima fiducia – continua il sindaco – e forse ho sbagliato io quando l’ho nominato, pensando che l’ambiente locale fosse pronto per un comandante che non fosse di Porto Santo Stefano. Ma il palio marinaro è troppo sentito, i cittadini lo sentono troppo di loro proprietà: io invece lo vorrei rendere una manifestazione più aperta. Non ho mai capito, infatti, perché si deve chiamare palio dell’Argentario una gara in cui possono gareggiare solo persone di Porto Santo Stefano. Mi sembra una cosa assurda: se così deve essere o gli cambiamo nome e lo chiamiamo palio di Porto Santo Stefano o diamo la possibilità di partecipare anche a un portercolese. Sarebbe la cosa più giusta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google