Il Tirreno

Grosseto

Concordia, a Talamone arrivano i nuovi rifiuti

di Sabino Zuppa

Dopo il raddrizzamento della nave naufragata al Giglio, i resti della parte emersa stanno giungendo al sito di stoccaggio. Differenziati, saranno avviati in discarica

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TALAMONE. A pochi giorni dallo storico “parbuckling” che ha permesso alla Costa Concordia di ritornare in posizione eretta, i nuovi rifiuti - quelli che il relitto rilascia dalla parte che è stata per quasi due anni sott’acqua e che ora è riemersa - prendono la via della terraferma dopo che è già iniziata l’operazione di raccolta.

La destinazione è il porticciolo di Talamone, lo stesso dove venivano trasportati anche l’anno scorso. Qui da un paio di giorni hanno cominciato ad arrivare i rimorchiatori e le chiatte che trasportano gli scarrabili del Cn Talamone, la ditta autorizzata allo smaltimento dei rifiuti della Concordia sin dall’inizio delle operazioni di bonifica delle acque del Giglio. Una gru scarica dei grandi sacchi bianchi che non lasciano intravedere gli oggetti, i quali sono destinati allo stesso percorso che i materiali raccolti hanno fatto in passato quando, tramite il porto di Talamone, venivano poi condotti a un centro di smistamento e di selezione del materiale, per poi differenziarlo e avviarlo in discarica. I primi rifiuti che stanno arrivando sono proprio quelli che qualcuno ha già notato sul pelo dell’acque sulle rive di alcune spiagge dell’isola: «L’operazione di gestione dei rifiuti del colosso naufragato al Giglio - dice Giampiero Sammuri, commissario straordinario che fu nominato proprio per seguire tali operazioni – è ripresa in maniera simile a come era cominciata subito dopo l’emergenza. Con la differenza sostanziale che la quantità di quello che viene, o verrà, raccolto è sicuramente minore di quella dello scorso anno. Adesso fuoriescono gli oggetti dal lato della nave che era sommerso e li stiamo raccogliendo con tutti i mezzi a disposizione».

Lo scorso anno fu fatta una distinzione tra quelli flottanti, che venivano raccolti per primi a galla, quelli sommersi che si raccattavano sul fondo e quelli che sarebbero poi rimasti nella nave.

E anche su questo Sammuri chiarisce. «Per raccogliere quello che è adagiato sul fondo dobbiamo aspettare che la nave venga messa in sicurezza – spiega il commissario – Prima gli operatori dovranno fare tutte le verifiche, cercare anche i corpi dei dispersi e poi si cominceranno a portar via i rifiuti che la nave aveva sotto di sé. Per quanto riguarda tutto quello che rimane dentro la nave, non saremo certo noi ad occuparcene. Lo faranno coloro che saranno incaricati di smantellarla, nel porto che verrà scelto come destinazione della Costa Concordia. Mi sembra anche chiaro che non potrebbe essere altrimenti, per motivi di praticità e di costi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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