Attenzione
«Siamo andati a Riotorto perché qui non si vive più»
GROSSETO. Quello della presunta incompatibilità del presidente Vas Tinacci è però solamente l’ultima contestazione mossa dalle maggiori società cittadine per la gestione dello storico palazzetto a...
GROSSETO. Quello della presunta incompatibilità del presidente Vas Tinacci è però solamente l’ultima contestazione mossa dalle maggiori società cittadine per la gestione dello storico palazzetto a fianco dello Zecchini.
«È una situazione insostenibile _ tuona Auro Corazzesi, uno degli allenatori storici, con 35 anni di attività _ che rende impossibile fare pallavolo. Il Vbc ha già deciso nella passata stagione di abbandonare a malincuore il Palazzetto, dove non abbiamo più nemmeno una sede e quest’anno abbiamo ridotto solo ad uno gli allenamenti, con un orario pessimo, dalle 21 alle 23».
«A noi sono state concesse due serate, sempre dalle 21 alle 23», gli fa eco Andrea Galoppi, presidente dell'Invicta Volleyball. «La cosa grave _ aggiunge Galoppi _ è che siamo stati costretti a lasciare Grosseto e a trasferirci a Riotorto per l'ultimo allenamento e per le partite. Una scelta dolorosa e mi dispiace che nessuno, a livello di istituzioni, abbia cercato di convincerci a ritornare sui nostri passi».
Galoppi spiega i motivi che l’hanno convinto a disputare le gare di serie B2: «A Riotorto, considerando anche i trasporti risparmiamo nelle spese di gestione. Riccardo Tinacci ha applicato il massimo delle tariffe comunali e ci ha fatto un preventivo improponibile: 21 euro all’ora, più sedici euro per il riscaldamento nei mesi invernali. A questo vanno aggiunti 100 euro per ogni partita casalinga. E ci ha chiesto il pagamento di tre mesi anticipati. Così ci siamo visti costretti a lasciare quella che è sempre stata la casa della pallavolo grossetana».
«Il trasferimento a Riotorto _ aggiunge Galoppi _ è nato per caso. Parlando con Carlo Alberizzi, coach grossetano della squadra femminile di B2, è nato l’incontro con il presidente che ci ha dato la massima disponibilità, anche perché nella zona sud della provincia di Livorno non ci sono formazioni maschile di alto livello e con il nostro aiuto vogliono riempire il palasport».
Galoppi, amareggiato per lo stato di cose, racconta anche l’ultimo episodio in ordine di tempo: «Da vent’anni organizziamo il memorial Franceschelli (che si gioca anche nella palestra dei Vigili), con il quale riusciamo a raccogliere anche qualche spicciolo da devolvere in beneficenza. Quest’anno volevamo abbinarlo a una manifestazione curata da Alfredo Veltroni, il trofeo degli Angeli. Ci siamo fatti fare un preventivo per l’utilizzazione del Palazzetto per entrambi i tornei e ci siamo sentiti chiedere 540 euro. Per questo ci vediamo costretti a spendere 270 euro per il memorial Franceschelli, mentre Veltroni troverà a malincuore un’altra soluzione».
Maurizio Caldarelli
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