La manifestazione
«La nostra Asl è penalizzata»
Il sindaco di Capalbio Bellumori sentito dall’assessore regionale per i tagli all’ospedale
CAPALBIO. Piccoli ospedali a rischio: i nervi sono ancora tesi. Risale a due giorni fa l’ultima, infuocata seduta della IV commissione consiliare regionale che si è riunita a Firenze sul tema della sanità, e in particolare sul rischio di chiusura dei piccoli nosocomi toscani.
Un incontro, quello di Firenze, cui si è arrivati grazie all’attività congiunta di alcuni sindaci toscani interessati dallo stesso problema, e di cui si era già parlato in un consiglio comunale allargato a Volterra, dove il sindaco locale Marco Buselli aveva invitato i vertici regionali. In quell’occasione, a presidiare la zona sud era il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, che ieri si è presentato di nuovo a Firenze in difesa dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello, chiedendo soluzioni specifiche per il proprio territorio. Tra i consiglieri regionali c’era Lucia Matergi.
«Gli aspetti politici da me rilevati nell’audizione - spiega il sindaco Luigi Bellumori - hanno riguardato la necessità di una maggiore attenzione nei confronti dell’Asl 9 maremmana, dimenticata dalla politica fiorentina prima ancora che dai burocrati del Palazzo. Un’Asl – dice Bellumori - che si è fatta carico di sistemare i propri conti, mentre altrove, pur in presenza di bilanci certificati, la Regione è stata chiamata a saldare l’enormità dei buchi di bilancio». Gli stessi patti territoriali non firmati dal Comune di Capalbio - prosegue il sindaco - «non garantivano nulla rispetto alla effettiva disponibilità di risorse sulle ipotesi di miglioramento previste, in particolar modo per il presidio di Orbetello che solo pochi anni fa la Regione Toscana annoverava come “fiore all’occhiello”».
I sindaci presenti a Firenze, va avanti Bellumori, «hanno espresso preoccupazione per l’efficienza e l’efficacia dei servizi socio-sanitari che sarà possibile offrire alla popolazione», e hanno invitato i consiglieri regionali, «a volte esautorati dal loro ruolo dalla giunta regionale nei propri provvedimenti, a tenere in considerazione le peculiarità dei territori montani, insulari e marginali dove l’elemento comune è la scarsa o non efficiente rete viaria».
Sempre il Comune di Capalbio ha sollevato l’aspetto della localizzazione della Casa della salute. «Erano presenti con me - dice Bellumori - i sindaci, o i delegati, dei Comuni di Volterra, San Marcello Pistoiese, Barga, Cutigliano, Fivizzano, Piteglio e Pontremoli».
Insomma, un argomento che sta a cuore a molti - infuocato e approdato anche nell’ultima riunione di giunta regionale, giorni fa a Firenze.
Morale di tutto? «Il presidente della IV Commissione Marco Remaschi ci ha garantito di aver raccolto le preoccupazioni e il grido di allarme facendosi carico di rappresentarli in giunta regionale. Poi ha aggiunto che i ritardi nella definizione e approvazione del piano socio-sanitario sono una nota non positiva, ma abbiamo il dovere di parlare con chiarezza ai cittadini toscani. Così ci ha invitato a vigilare attentamente sulle strategie applicate sui territori, perché non sempre sono omogenee in ogni area della Toscana».
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