La guerra del volley ora è un caso politico
La giunta comunale riassegna il “vecchio” palazzetto alla società presieduta da un consigliere di maggioranza: «È corretto?»
GROSSETO. Che i rapporti fra le società di pallavolo non fossero proprio idilliaci lo avevamo già scritto da tempo.
In pratica dal commissariamento del comitato provinciale Fipav la situazione è andata sempre più degenerando, creando un clima di sospetti e veleni. Una sorta di muro contro muro, che ha creato diversi problemi a livello tecnico. Insomma un tutti contro tutti che di fatto ha bloccato se non totalmente, almeno parzialmente l'attività delle società di pallavolo del capoluogo maremmano.
Ora però l'oggetto del contendere si è spostato e sembra essere diventato il palazzetto dello sport di via Atleti Azzurri d’Italia. E le beghe sportive diventano caso politico.
In pratica si punta il dito sulla legittimità o meno della proroga di gestione della struttura sportiva che l’amministrazione comunale avrebbe concesso da tre anni alla società Vas di Grosseto. In una lettera indirizzata direttamente al sindaco e all’assessore allo sport, a firma dei presidenti delle società Invictavolleyball e Vbc Grosseto (Andrea Galoppi e Giovanni Donnini) si chiede luce sulla legittimità o meno della gestione della struttura sportiva stessa, prendendo spunto dalla delibera di proroga del 9 luglio 2013, nella quale il Comune concedeva gli impianti sportivi, scaduta il 30 giugno scorso.
I firmatari assicurano di non voler entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato a questa decisione («peraltro non chiarissime»). Ma pongono un quesito forte.
L’atto originario di concessione del palazzetto “vecchio” (come viene chiamato dai grossetani) «era avvenuto – scrivono – a favore dell’Asd Vas Grosseto, a capo di un gruppo che comprende anche le associazioni di Follonica e di Massa Carrara», in base a una convenzione sottoscritta dall’allora presidente del Vas, Fausto Morandi; all’interno del Vas, sottolineano, già allora era molto attivo («anzi, ne era l’anima») il consigliere munale Riccardo Tinacci, il quale «al momento dell’adozione della delibera di proroga risulta essere divenuto il presidente» del sodalizio a tutti gli effetti. Dunque, chiosano Galoppi e Donnini, «si può affermare che la giunta comunale abbia concesso in proroga il servizio comunale della gestione del palazzetto a un’associazione di cui è presidente un consigliere comunale di una delle forze politiche di maggioranza che sostengono la stessa giunta».
E allora la domanda: «La concessione della proroga è corretta sul piano della legittimità e dell’etica pubblica e dell’opportunità politica? Non c’è per caso incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e quella di presidente di un’associazione concessionaria di pubblico servizio comunale?».
Domande che chiedono risposte e una serie di riflessioni. Questo almeno nelle intenzioni delle due presidenti di Invictavolleyball e Vbc Grosseto.
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