Il dolore
Il Tar dà ragione a Etruria Nova: il bagnetto si farà
La società ha vinto la sua battaglia contro il Comune Davanti a Villa Gaia potrà costruire uno stabilimento
GROSSETO. Dopo ventidue anni di pantano burocratico, arriva la prima vera buona notizia per l’Hotel Terme Marine Leopoldo II di Marina di Grosseto: lo stabilimento balneare che la società Etruria Nova, proprietaria dell’hotel, cerca di costruire dagli anni Novanta e che, per un verso o per un altro, è sempre stato osteggiato dal Comune, si può fare. Il tribunale amministrativo regionale, con sentenza del 17 settembre scorso, ha dato torto all’ente pubblico e ragione a Etruria Nova nel ricorso che quest’ultima ha presentato due anni fa quando vide affossare l’ennesimo tentativo di realizzare il bagnetto.
L’odissea dell’hotel è arcinota. Fin dagli anni Sessanta, la colonia di suore Villa Gaia, che poi sarà trasformata nell’hotel, ha una concessione per realizzare una piattaforma in legno e cabine sulla spiaggia davanti alla struttura per “cure elioterapiche”. La dicitura è un po’ antiquata ma permette alla colonia di avere il suo bagnetto per quasi mezzo secolo, rinnovando la concessione ogni 4-5 anni.
Nel 1991 la colonia viene acquistata dalla società grossetana Etruria Nova srl, che ne eredita anche la concessione. Il nuovo proprietario vuole fare le cose in grande: un hotel extralusso come quello che progetta per Villa Gaia e il suo stabilimento, pure chic, per i facoltosi clienti. Si avviano le pratiche ma subito è chiaro che la strada sarà in salita. Tra i mille impedimenti e ritardi, espropri, abbattimenti, occupazioni di suolo, cavilli, nuovi piani sugli arenili, pratiche congelate, per circa vent’anni il bagnetto non s’ha da fare.
Tra gli ostacoli più grotteschi quello presentato dal demanio nel 2002, quando tutto sembrava fatto: poiché la concessione è per cure elioterapiche (cioè per prendere il sole), non si possono piantare ombrelloni visto che questi servono a far ombra.
Passano gli anni, gli intoppi si moltiplicano, i ricorsi al Tar pure. E spunta una duna che si mette di mezzo. In tutti i sensi. La duna si è formata a causa dei detriti accumulati dal cantiere di costruzione della passeggiata a mare, che si sono ricoperti di sabbia. Una duna antropica, come viene definita. Che ostruisce l’accesso alla spiaggia sia ai bagnanti sia alla società concessionaria per costruire lo stabilimento. Etruria Nova fa quel che può: rinuncia a malincuore al bagnetto e si limita a piantare gli ombrelloni.
Lo fa per due anni, nel 2010 e nel 2011. E ha una ragione in più per farlo. Nel 2009, infatti, Etruria Nova partecipa alla gara indetta nel frattempo dal Comune per dare in concessione la spiaggia e risulta prima classificata con 71,50 punti, in virtù del fatto che, avendo già una concessione pregressa, gli vengono assegnati 18 punti in più.
Sembra fatta ma l’ente ci mette 10 mesi a stilare la graduatoria e quando il bagnetto è lì, a un soffio, ecco il coup de théâtre. Il Comune revoca a Etruria Nova la concessione perché, dice, per due anni non ha sfruttato la sua concessione. Insomma: ha lasciato la spiaggia libera, venendo meno a una delle condizioni per mantenere la concessione, cioè costruire il bagnetto. In altre parole, il Comune prima abbandona lì davanti una duna che impedisce a Etruria Nova di costruire il bagnetto e usare appieno la concessione; poi rimbrotta la società per non aver usato la concessione. Ma c’è di più.
Poiché il Comune sostiene che la società non ha usato la concessione negli ultimi due anni, quando finalmente la graduatoria della gara è pronta, toglie a Etruria Nova i 18 punti che le erano stati riconosciuti perché già titolare di pregresse concessioni. Il punteggio di Etruria Nova viene ridimensionato a 53,50, insufficiente a rimanere prima in gara.
Nell’ottobre 2011, un mese dopo l’apertura dell’hotel (altrettanto sudata per autorizzazioni legate allo sfruttamento dell’acqua termale), il Comune revoca in toto la concessione sulla spiaggia. Questa volta è Etruria Nova a chiedere al Tar di annullare il provvedimento con cui il Comune fa decadere la sua vecchia concessione demaniale, quello con cui toglie i 18 punti e quello con cui, di conseguenza, non dà una nuova concessione. A febbraio 2012 il Tar accoglie l'istanza, a dicembre si tiene l'udienza e lo scorso 17 settembre, finalmente, la sentenza. Che dà ragione a Etruria Nova in tutto, tranne che per un’eccezione sollevata dal Comune che, però, non toglie a Etruria Nova la vittoria.
Il Tar riconosce che se Etruria Nova non ha aperto il bagnetto non è per sua inadempienza ma perché glielo ha impedito la duna creata dal cantiere comunale. Riconosciuta la ragione di Etruria Nova e annullando il provvedimento di decadenza della concessione, il Tar riconosce che anche l’aver sottratto i 18 punti che spettavano a Etruria Nova in quanto già concessionaria di quel tratto di spiaggia, è stato un atto illegittimo.
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