Finanza
Forza Italia, sì di Antichi e Faenzi
Gli ex sindaci sono con Berlusconi. Qualche dubbio di Luca Agresti. Mentre Mario Lolini si chiama fuori
GROSSETO. Il coordinatore provinciale del Pdl Luca Agresti non commenta sul rilancio di Forza Italia da parte del presidente Silvio Berlusconi. Un videomessaggio che, come al solito, ha diviso l’Italia fra favorevoli e contrari, fra chi ci spera e ci crede e chi pensa che non ci siano più margini: «Manderò presto una nota. Prima fatemi capire di cosa si parla. È una fase nuova per il Paese, un passaggio importante su cui c'è bisogno di una riflessione. A livello personale e con il partito».
Insomma il coordinatore provinciale chiede tempo. Dopo sei anni da leader, a tirare la carretta (prima in An poi nel Pdl), con la nascita del nuovo soggetto politico, qualcosa potrebbe cambiare. Certo è che ci sono in programma alcuni passaggi, riunioni. «Datemi tempo. Poi parlerò o farò un comunicato». Infine ci scherza su: «Una cosa però potete scriverla: Agresti non entra nel Pd di Renzi!» In un momento in cui la migrazione verso l’area renziana è in atto un po’ da tutte le parti, anche da parte di chi ne era fiero avversario nei giorni della “non vittoria” del Pd, la sua non è una precisazione del tutto secondaria.
Certo si tratta di una situazione di stand-by che riguarda diversi big del Pdl.
Non hanno ancora deciso cosa fare il consigliere regionale Andrea Agresti e l'ex sindaco lagunare Rolando Di Vincenzo (tanto per fare i nomi di coloro che Alleanza Nazionale l'avevano portata al governo, nella seconda metà degli anni Novanta, a Grosseto e Orbetello).
Giacomo Cerboni, da sempre una delle “colombe” locali, invece ci crede.
«Ho apprezzato il discorso di Berlusconi, ma soprattutto la scelta di continuare a sostenere il governo Letta-Alfano, proseguendo questa esperienza. Al tempo stesso era necessario impostare un rilancio di Forza Italia. Adesso mi attendo più organizzazione, meno verticismo e una organizzazione territoriale più forte».
Confluiranno in Forza Italia, con convinzione, anche il deputato Monica Faenzi e il consigliere regionale Alessandro Antichi.
«Colgo con entusiasmo questo passaggio, il rilancio di Forza Italia - commenta l'ex sindaco di Castiglione - perché sono convinta che abbiamo tutti i mezzi per ricreare l'entusiasmo del '94. Forza Italia, perdona la ripetizione, ha forza evocativa. È iI partito che ha sempre immaginato Berlusconi. Il Pdl? Per me non è vero che non ha mai funzionato. Ha rappresentato una fase di passaggio, necessaria per avvicinare moderati e liberali provenienti da aree ed esperienze diverse. Riguardo all'organizzazione, centrale e periferica, è presto per parlarne. Con Agresti comunque ci incontreremo presto».
Alessandro Antichi è chiarissimo: «Mi sento fondatore di Forza Italia, figuriamoci se mi sposto adesso. Qui sono sempre stato e qui resto. A Grosseto abbiamo fatto le prime riunioni nell'ottobre del 1993. Sono passati 20 anni tondi tondi. Il discorso di Berlusconi di due giorni fa è sostanzialmente analogo a quello della discesa in campo. L'Italia è ancora al bivio tra la via giudiziaria al socialismo e la rivoluzione liberale. Cosa accadrà a Grosseto? Secondo me è facile che qualcuno lo recuperiamo…». E quando Antichi fa queste previsioni, di solito è perché con qualcuno ha già parlato.
Non torna indietro invece Mario Lolini, ormai da 9 mesi fuori dal Pdl.
«Non è certo la nuova Forza Italia – dice l’ex candidato a sindaco per il centrodestra – il soggetto che può riunire i moderati del Paese. Questo passaggio mi sembra piuttosto la palese ammissione di quello che io ho detto un anno fa: e cioè che il Pdl non ha mai funzionato e non aveva ragione di esistere. Se guardiamo Grosseto mi sembra tutto molto fluido. Non posso escludere, per esempio, che con questa Forza Italia possa un giorno ritrovarmi insieme. Di sicuro non dentro».
Una cosa è certa: se a livello nazionale i giochi sono aperti, lo stesso sta accadendo anche a livello locale. Le elezioni amministrative a Grosseto sono meno lontane di quello che sembra, due anni passano in fretta.
E nel caos del panorama cittadino sembrano esserci gli spazi per trovare consenso, da una parte e dall’altra. Fra poco, insomma, sarà già tempo di cominciare a pensare ad un candidato.
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