Il Tirreno

Grosseto

Caso Pizzarotti, il Comune chiede i soldi al ministero

di Paola Villani
Caso Pizzarotti, il Comune chiede i soldi al ministero

Partito l’iter per farsi restituire le somme dovute alla ditta dopo la sentenza di condanna. Il sindaco: «La trattativa è in corso, almeno ci stanno a sentire»

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MASSA MARITTIMA. Sul caso Pizzarotti forse una speranza c’è di riavere indietro quel denaro, grazie ad un rimborso da parte dello Stato. Durante l’ultimo consiglio comunale i membri sono stati informati su una delle vicende più tormentate degli ultimi anni. La questione riguarda la costruzione del carcere circondariale della Camilletta, intervento per il quale si è aperto un contenzioso con la ditta appaltatrice, la Pizzarotti. La Corte di appello di Roma ha condannato l’amministrazione al pagamento dell’ingente debito richiesto dall’azienda, circa un milione e duecento mila euro da saldare immediatamente. Grazie ad una rateizzazione della cifra concordata con il privato, il Comune ha versato l’ultima rata del debito a giugno del 2013, 229.700 euro.

Con quell’ultima trance di denaro però non si è chiuso il caso Pizzarotti: l’amministrazione ha infatti avviato un percorso di dialogo con il ministero della Giustizia, al quale è stato chiesto il rimborso totale della somma con l’aggiunta di 12 mila euro che coprirebbero le spese legali sostenute dal Comune. Perché questa richiesta? I lavori di costruzione del carcere massetano sono stati commissionati da Roma e l’ente di Massa Marittima ha solo agito in secondo piano. L’iter è ancora lungo ma il sindaco Lidia Bai sembra soddisfatto per come sta proseguendo la vicenda. «Abbiamo informato i consiglieri comunali sulle ultime novità riguardo il caso Pizzarotti – spiega –: stanno continuando infatti gli incontri con il ministero al quale abbiamo richiesto il rimborso per la cifra che abbiamo dovuto versare. Per lo meno adesso ci ascoltano». Il sindaco spera che presto quel denaro torni nelle casse del Comune anche per la fatica impiegata a rintracciare la somma, considerato il periodo nero per gli enti pubblici e la difficoltà di vendita degli immobili non utilizzati del patrimonio comunale. «Adesso – spiega ancora Bai – c’è la disponibilità di prendere in considerazione la questione, è un’apertura nei nostri confronti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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