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Dopo 17 anni il Tar annulla l’ordinanza sulla strada delle Paduline

Dopo 17 anni il Tar annulla l’ordinanza sulla strada delle Paduline

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ci sono voluti “solo” 17 anni da parte del Tar del Toscana per arrivare ad un annullamento di un’ordinanza promossa dall’allora commissario straordinario del Comune di...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ci sono voluti “solo” 17 anni da parte del Tar del Toscana per arrivare ad un annullamento di un’ordinanza promossa dall’allora commissario straordinario del Comune di Castiglione, la numero 119/96 del 26 giugno del 1996. La vicenda è di poco conto se si considera che riguarda una strada, quella che collega la via provinciale del padule, la Castiglionese, con la zona delle Paduline del centro commerciale, all’epoca l’unica via di transito per accedere agli esercizi commerciali.

Il ricorso era stato proposto dalla società Le Paduline s.r.l. (avvocato Paolo Piemontese), con il Comune di Castiglione che comunque non si costituì in giudizio. L’amministrazione chiedeva «l'immediata sospensione dei lavori contestati nonché il pagamento di sanzione pecuniaria pari a lire 1.000.000 ed entro il termine massimo di 90 giorni il ripristino dello stato dei luoghi».

Una situazione paradossale, perché era stato proprio il Comune a chiedere la sistemazione di quella strada, che porta tra l’altro anche alle scuole elementari e materne. La ditta che fece i lavori però non chiese la Dia e da qui incominciò il contenzioso con il Comune “costretto” a chiedere il ripristino dei luoghi, che si è protratto fino ad oggi con una sentenza arrivata però dopo ben 17 anni. La società Le Paduline il 9 marzo 1989 stipulò con il Comune una convenzione per l’attuazione del progetto di lottizzazione del comparto CR 030 e che, in relazione al completamento delle opere di urbanizzazione primaria, erano sorti dei problemi che imponevano un coordinamento con le opere di urbanizzazione dell’area limitrofa (comparto B015). Il 30 aprile 1996, sempre la società Le Paduline s.r.l., preso atto che non era stata ancora realizzata la strada di Prg che avrebbe dovuto collegare il comparto CR030, attraverso il comparto B015 con la pubblica via, e chiedeva all’amministrazione, nell’imminenza dell’apertura del centro commerciale, di essere autorizzata all’uso temporaneo della strada di cantiere (regolarmente autorizzata come opera provvisoria per accedere al cantiere dal Comune) per l’accesso al centro commerciale stesso, con l’intesa che tale soluzione avrebbe avuto carattere provvisorio fino all’ultimazione della viabilità prevista dal Prg e dal piano di lottizzazione. Il 12 giugno 1996 il Comune rilasciava la richiesta d’autorizzazione, mediante presa d’atto del commissario straordinario all’uso temporaneo della strada di cantiere. Con telegramma del 21 giugno 1996 il dirigente dell’ufficio urbanistica comunale diffidava la società Le Paduline s.r.l. dal proseguire i lavori «in quanto tale intervento deve essere asseverato da un tecnico comunale». Da qui l’inizio del “calvario” burocratico, terminato oggi con la decisione di annullare l’ordinanza. Il Tar ha però stabilito che le ragioni del Comune erano conformi alla legge vigente come quella di non aver richiesto la Dia, confermando il pagamento di un milione di lire, ma annullando di fatto l’ordinanza stessa, almeno dove si prevedeva il ripristino. La strada in fin dei conti fu aperta subito ed è tutt’ora funzionante.

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