Da reddito agrario al nuovo balzello: salasso improvviso
C’è chi è passato da pagare poche centinaia di euro all’anno a diverse migliaia dalla sera alla mattina. Chi non ha mai pensato di togliere il grano e scavare fondamenta. Chi, anche volendo costruire,...
C’è chi è passato da pagare poche centinaia di euro all’anno a diverse migliaia dalla sera alla mattina. Chi non ha mai pensato di togliere il grano e scavare fondamenta. Chi, anche volendo costruire, ha le mani bloccate dalla difficile situazione economica del momento. Per carità, c’è anche chi si frega le mani pregustando speculazioni edilizie. Ma il passaggio da terreni agricoli a terreni edificabili è stato comunque un fulmine a ciel sereno per molti proprietari. Perché intanto, da una tassazione quasi impercettibile, basata sul reddito agrario, devono pagare l’Imu. Un ettaro poteva dire versare duecento euro all’anno di tasse; oggi sono oltre mille euro. Tutto è iniziato il 30 ottobre 2011, quando agli interessati è arrivata una lettera del Comune che li avvertiva che così, d’emblée, il terreno cambiava destinazione e la sua tassazione pure. In una infuocata assemblea a Barbanella, nel dicembre 2011, molti obiettarono che, sì, grazie, ma quella “valorizzazione” del terreno nessuno l’aveva chiesta. Per poter pagare il salasso piovuto d’improvviso molti ricorsero al ravvedimento operoso, altri incaricarono geometri di fiducia per farsi fare una perizia. Il Comune ha poi corretto il tiro, ma per molti resta l’amarezza di essere stati catapultati in una situazione non richiesta. Per tutti gli altri resta un dubbio: era davvero necessario far lievitare la città così oltre i confini? (f.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google