Il Tirreno

Grosseto

Il Maiano presto sarà agibile e le Mura tutte percorribili

di Maurizio Bernardini
Il Maiano presto sarà agibile e le Mura tutte percorribili

Procedono spediti i lavori al bastione, sarà una splendida terrazza con vista sulla città Già segato l’orrendo cilindro in cemento, previste due scale di collegamento ai parcheggi

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GROSSETO. Dopo tante chiacchiere, rinvii, promesse da marinai e contenziosi il cantiere al bastione del Maiano da qualche tempo è operativo. I lavori per rimettere a posto uno degli angoli più suggestivi del sontuoso esagono mediceo procedono – una volta tanto – senza indugi. Entro la fine dell’anno, assicurano dal Comune, l’opera sarà compiuta e le Mura torneranno a essere percorribili per intero. Fosse solo per questo, l’evento meriterebbe ampia pubblicità. La macchina organizzativa stavolta non si è inceppata.

Una spinta l’ha data anche il Tirreno, con una campagna di stampa martellante.

Ma visto che, come dice il proverbio, chi si loda s’imbroda, e come dice il sindaco Bonifazi «quando c’è qualche problema la colpa è sempre mia, quando c’è un successo è di altri», diamo atto che più di qualcosa dalle parti del Maiano si è mosso e lo zampino l’ha messo la giunta guidata dall’Emilio secondo. Da parte sua anche l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, gongola: ieri mattina, durante la visita al cantiere (con tanto di capannello di giornalisti, tecnici e primo cittadino) l’esponente socialista ha sfoggiato il suo fiore all’occhiello. In attesa della rinascita della troniera del Cinghialino, che presto diverrà di nuovo, dopo decenni, percorribile, il Maiano rappresenta senza ombra di dubbio il capolavoro politico dell’assessore. Messo in croce per il penoso stato delle strade cittadine (tanti gli interventi messi in campo, come scritto a lato, ma non bastano, ndc) può riscattarsi agli occhi dei giornalisti (e di riflesso, degli elettori).

Insomma, del faraonico progetto di recupero delle Mura messo in piedi dal trio di architetti Perin, Polito, Marri nel lontano ’94, approvato da Soprintendenza e giunta Valentini, è rimasto ben poco. Così come è da considerare che precedenti governi locali hanno sbattuto il muso in contenziosi trascinati per anni e Soprintendenze non proprio amiche. Ma se a distanza di quasi vent’anni le Mura torneranno percorribili per intero, anche l’assessore ai lavori pubblici più di qualche merito lo avrà.

E il progetto? L’appalto da 293mila euro è stato affidato a una ditta locale.

L’orrendo pistone in cemento armato, che in un primo momento avrebbe dovuto ospitare l’ascensore per disabili, è stato segato e gettato via. Le strutture avviate in passato e mai concluse sono sotto terra, nel cuore del bastione: non una gentilezza, considerato che le Mura sono un monumento secolare, ma con i quattrini in cassa - dicono fonti vicine al Comune - non era possibile fare altrimenti.

La certezza? Sul Maiano nascerà una splendida terrazza panoramica, con delle ringhiere in acciaio corten (weathering steels, acciaio patinato) e due scalinate in grado di raggiungere le piazze basse. Forse, tra una passeggiata e l’altra, sul Maiano sarà possibile anche bere qualcosa di fresco.

Ma non fermandosi alla tanto sognata caffetteria. Per la Soprintendenza lì non può proprio essere fatta: «Non si farà, ma il progetto potrebbe essere ripreso per il Cassero e le casette cinquecentesche» dice il sindaco. Ci sarà anche da pulire le vomitate di vernice dei graffitari. Per questo il Comune ha incassato dalla Soprintendenza il permesso di agire, ma solo grazie all’aiuto di ditte qualificate. E dovranno essere portate vie le porcherie lasciate dagli sbandati, a partire da siringhe, profilattici, bottiglie di vetro e assorbenti.

L’antico deposito dell’acqua che serviva la città rimarrà sigillato. Forse valorizzare un reperto storico simile sarebbe stato d’obbligo per una città che si vanta di tenere a radici, cultura e turismo. Ma magari ci penserà la prossima amministrazione.

L’eredità della giunta Bonifazi sarà un Maiano rimesso a nuovo.

Non è molto, ma è il massimo di quello che, allo stato attuale delle cose, poteva fare il gruppo dirigente cittadino. Certo, senza voler andare troppo lontani resta l’incognita del destino della sala Eden e del Cinghialino: accanto alla fontana erano previsti lavori per togliere l’asfalto e lasciare un bel manto d’erba. Qualcuno batta un colpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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