Il Tirreno

Grosseto

Floramiata assume, anzi licenzia

di Fiora Bonelli
Floramiata assume, anzi licenzia

L’azienda firma nuovi contratti con gli avventizi ma manda via gli impiegati

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PIANCASTAGNAIO. Assunzioni di avventizi e licenziamenti di impiegati. Le due facce di Floramiata, una delle aziende storiche del Monte Amiata, con sede a Piancastagnaio e serbatoio di lavoro per tutta la montagna. Con i suoi 22 ettari di serre e 125 di superficie, è lo stabilimento del settore più grande d’Europa e che, a regime, occupa più di 200 lavoratori. Piante e fiori (conosciute in tutta Europa le stelle di Natale) che crescono al tepore della geotermia, grazie a un accordo tra Enel Green Power. Tutto bene? Nemmeno per idea.

Questa azienda ha due profili. La faccia solare che assume personale e rafforza la truppa operaia e quella lunare che invece licenzia impiegati ed è in sofferenza di liquidità. Una lunga ed epica storia cominciata anni fa quando la grande azienda, nata col progetto Amiata dopo la chiusura delle miniere di mercurio, cominciò a traballare. Da allora scioperi, manifestazioni, marce degli operai a difesa del posto di lavoro, prese di posizione di partiti e istituzioni, dai livelli locali e quelli nazionali, perché si determinassero sufficienti condizioni di garanzia per occupazione e rilancio.

Intanto i grattacapi della società andavano avanti, fra le promesse dell’azienda di proporre progetti e attesa del concordato, omologato ad agosto. All’apice delle difficoltà si è presentato ufficialmente, di fronte a istituzioni e sindacati, anche un imprenditore argentino, Juan Galli, interessato a rilevare e a investire sul gruppo Floramiata, così come richiesto dallo stesso sindaco di Piancastagnaio Agnorelli che invocava l’ingresso di un soggetto imprenditoriale in grado di immettere liquidità.

Nel frattempo sono stati pagati agli operai gli stipendi non versati, ma gli stessi operai hanno dovuto firmare una liberatoria di rinuncia al Tfr. Tutto pur di salvare Floramiata. Dopo il concordato, di poco tempo fa, dunque, l’azienda, grazie a un finanziamento ministeriale, ha attivato un corso di formazione per operai, con la promessa di future assunzioni.

Di contro, sul versante impiegatizio, procedeva alle pratiche di licenziamento, nonostante lo scorso 2 agosto, con la notizia dell’omologa del concordato preventivo, l’azienda avesse espresso la volontà di ritirare la procedura di mobilità, come annunciava l’assessore senese Simoncini.

Infine, il 5 settembre si sono conclusi i corsi di formazione per operaio avventizio, per serra e manutenzione. «Tali corsi – fa sapere la direzione – soddisfacendo le aspettative e gli obiettivi che l’azienda si era proposta, hanno visto la partecipazione di circa 60 unità, di cui 34 dei 40 selezionati sono stati assunti già dal 16 settembre; le restanti 6 entreranno nelle prossime turnazioni. Visti i risultati ottenuti, l’azienda prevede di promuovere un nuovo corso di formazione, a partire già dal prossimo mese di ottobre». Questo l’annuncio dell’azienda.

«Va detto subito, comunque – spiega Paola Bittarello, Flai Cgil che ha seguito passo passo la questione Floramiata – che le assunzioni sono di un mese e mezzo. Speriamo che siano replicate, vista anche la produzione imminente di stelle natalizie».

Ma nello stesso momento in cui 34 erano assunti, ben 16 impiegati e quadri venivano scaricati dall’azienda. «Siamo andati all’incontro con la società – afferma Bittarello – ma non abbiamo firmato l’accordo per la mobilità. Adesso il fatto verrà comunicato alla provincia la quale proverà a trovare un accordo fra le parti. Una lunga procedura, ma il 30 settembre è già prevista una riunione per definire cosa vuol fare l’azienda, la quale, comunque, può licenziare, perché la legge glielo permette».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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