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Caccia alla volpe Stop confermato alla fine di gennaio

Caccia alla volpe Stop confermato alla fine di gennaio

GROSSETO. Alla fine hanno avuto ragione gli animalisti: la Regione Toscana ha di nuovo detto no alla richiesta della Provincia di Grosseto di estendere la caccia alla volpe dal 30 gennaio (termine...

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GROSSETO. Alla fine hanno avuto ragione gli animalisti: la Regione Toscana ha di nuovo detto no alla richiesta della Provincia di Grosseto di estendere la caccia alla volpe dal 30 gennaio (termine fissato dal calendario venatorio) al 15 marzo. La caccia si chiuderà quindi alla fine di gennaio.

La Lav (Lega antivivisezione) aveva raccolto e inviato nelle scorse settimane al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e al presidente della Provincia, Leonardo Marras, cinquecento firme per bloccare la proposta.

Decine di email da tutta Italia hanno invaso la posta elettronica della Provincia e degli organi di informazione, un tam tam che ha attirato sulla Maremma il biasimo degli animalisti di tutto il Paese.

La Provincia di Grosseto da diversi anni chiede alla Regione di modificare la legge regionale numero 20 in modo che sia concesso di prolungare il calendario venatorio alla volpe, sia in battuta che in tana, fino al 15 marzo con modalità definite dalle stesse Province.

La caccia in tana – hanno spiegato dalla Lav nelle scorse settimane durante la campagna anti-caccia – è una metodologia particolarmente crudele nei confronti degli animali, braccati nei loro rifugi dai cani. Tant’è che le province di Prato e Siena hanno rivisto i propri piani di abbattimento alla volpe in seguito alle proteste popolari.

«Sono anni che la Provincia di Grosseto sottopone all’amministrazione regionale la stessa istanza sulle volpi e anni che questa viene bocciata – spiega il presidente della sezione provinciale della Lav, Giacomo Bottinelli –. È il momento di smetterla e di ammettere che si tratta di una richiesta che ha il solo scopo politico di accattivarsi le simpatie dei cacciatori».

Secondo Bottinelli, «la volpe viene cacciata perché sottrae prede ai fucili, specialmente lepri e fagiani, ed è questo l’unico motivo per cui è inserita nel calendario venatorio».

La battaglia della Lav, però, non finisce qui. L’associazione è, per statuto, contraria ad ogni forma di caccia. Per la volpe uno degli obiettivi specifici è l’abolizione della caccia in tana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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