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Bitta sradicata e danneggiata L’opposizione interroga Cerulli

Bitta sradicata e danneggiata L’opposizione interroga Cerulli

PORTO SANTO STEFANO. La bitta della discordia. Potrebbe passare alla storia con questo nome la bitta di ormeggio che da qualche giorno giace, sradicata e forse danneggiata, sul lungomare di Porto...

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PORTO SANTO STEFANO. La bitta della discordia. Potrebbe passare alla storia con questo nome la bitta di ormeggio che da qualche giorno giace, sradicata e forse danneggiata, sul lungomare di Porto Santo Stefano, dove è rimasta per terra per qualche tempo sotto gli occhi incuriositi dei santostefanesi.

Si tratterebbe di uno dei punti di attracco nell’ambito della concessione gestita da Argentario Approdi sulla via del Molo, per capirsi quella dove di solito attraccano i mega yacht battenti bandiere estere e dove migliaia di turisti si soffermano nelle serate d’estate, incuriositi dal lusso e dalle dimensioni dei tali navi da diporto.

Ebbene, la curiosità della popolazione si è materializzata in un’interrogazione dell’opposizione di Adesso il Futuro al sindaco Arturo Cerulli, che dovrà chiarire cosa è successo in quel tratto di lungomare.

Infatti la società che gestisce tale zona di attracco è a prevalente partecipazione comunale, circa l’80%, mentre il resto è suddiviso in quote di privati, tra cui realtà finanziarie blasonate. Il presidente della società è Nazareno Orsini.

La squadra guidata da Massimo Sandrelli ha fatto sapere di aver «protocollato nei giorni scorsi, un’interrogazione con richiesta di risposta scritta per capire cosa è successo a quella bitta in granito posta in via del Molo. Quell’oggetto _ dicono dall’opposizione _ è traccia architettonica della storia del nostro paese, ed è stata sradicata e spezzata. Negli uffici comunali, così come all’ufficio circondariale marittimo, nessuno sapeva di autorizzazioni concesse per tale “capolavoro”. Ne sapranno qualcosa ai piani alti della giunta? Chi ha la responsabilità? Perché è stato fatto? Ma soprattutto quanto ci costa? Voci di corridoio _continua la nota _ riferiscono di presunte prove di carico per l’ormeggio di imbarcazioni di una certa stazza e se ciò corrispondesse alla realtà ci troveremmo di fronte a un’incompetenza ai massimi livelli, rispetto alla quale ci auguriamo che il sindaco prenda provvedimenti seri e non, come al solito, alla “Carlona”».

Insomma Arturo Cerulli dovrà chiarire se c’è stato e in che cosa è consistito questo esperimento che ha condotto alla rottura del punto di ormeggio. Quello cui si riferiscono gli oppositori sarebbe un tentativo di sostenere carichi relativi a imbarcazioni molto grandi che probabilmente si fermano poco spesso nel porto argentarino, una specie di collaudo forse inutile e fatto in maniera errata.

Insomma, per ora niente problemi di bilancio né di altro genere, le critiche al sindaco continuano a riguardare i suoi comportamenti ritenuti troppo autoritari. E la bitta di via del molo rischia di diventare il simbolo della lotta dell’opposizione. (s.z.)

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