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Grosseto

«Aree Peep, la delibera il primo ottobre»

«Aree Peep, la delibera il primo ottobre»

Bonifazi chiude la questione: non si va in consiglio, ma solo in giunta: «Chi non è d’accordo va fuori»

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GROSSETO. Gioco, partita, incontro: il sindaco Emilio Bonifazi chiude la discussione sulle aree Peep. Il capo della giunta fa il capo e mette a tacere ogni genere di protesta, bisbiglio e vociare. La delibera, destinata a certificare il rientro nei ranghi di una situazione scappata di mano arriverà il primo ottobre. La data è pressoché certa: in un paio di settimane i tecnici comunali dovranno limare le ultime criticità e rimettere in sesto un atto chiesto da centinaia di grossetani. «Nessuno della maggioranza porterà la faccenda in consiglio. Da parte nostra andremo avanti con un atto di giunta. Chi non è d’accordo va fuori» assicura Bonifazi. Sì, perché per introdurre e modificare alcuni parametri basterà una semplice delibera. D’altra parte, anche la presa di posizione che ha creato tanto scompiglio e tolto il sonno a centinaia di residenti fu una delibera: era il settembre del 2012. «A presiedere quella seduta – ricorda sornione Bonifazi - non c’ero neppure. Ma mi sono comunque accollato la responsabilità della faccenda, perché sono il sindaco ed è giusto così». Tra quel settembre 2012 e quello odierno c’è stato di mezzo il gran trambusto messo in campo dai residenti delle aree Peep (che si erano visti sbattere in faccia un aumento del 300% sui corrispettivi da pagare per trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà) ed è cambiato il dirigente che segue la faccenda. Il Pd si è diviso, con una posizione portata avanti dalla ribelle Stefania Laurenti (consigliera eletta nel Pd, ma con idee a dir poco distanti dalla linea del partito) contro tutto e contro tutti. Poi, però, anche il Piddì ha fatto quadrato e tirato fuori il coniglio dal cappello a cilindro. C’è chi magari è finito poco sui giornali e tra la gente, ma ha lavorato affinchè si trovasse una via d’uscita. Una scappatoia. La nuova delibera andrà a correggere punti fondamentali: età dell’immobile, tipologia e interessi azzerati per chi paga il riscatto in 10 anni. È anche previsto uno sconto tra l’8 e il 10% per chi tirerà fuori tutti i quattrini per il riscatto della casa popolare entro fine 2013. «Chi ha pagato di più sarà rimborsato» promette Bonifazi. E infatti anche nella delibera del 2012 era previsto un conguaglio. «Qualche problema con i tecnici – ammette – c’è stato», ma è acqua passata. «Parliamo con i fatti. Meglio tardi che mai». (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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