Il Tirreno

Grosseto

Albinia aspetta ancora il parco giochi

di Sabino Zuppa
Albinia aspetta ancora il parco giochi

L’area verde per i bimbi è malridotta: tante promesse, anche dopo l’alluvione, ma ancora niente. Parte una petizione

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ALBINIA. Bambini di Albinia costretti anche alla beffa di un parco giochi indecoroso, nonostante i lunghi e ingenti dispiaceri provocati dalla vicenda dell’alluvione dello scorso 12 novembre.

A dieci mesi da quell’evento e all’inizio del nuovo anno scolastico, i piccoli della popolosa frazione non hanno ancora un parco giochi che sia degno di questo nome ed i loro genitori, stanchi di vederli sacrificati in una struttura quasi fatiscente, hanno cominciato una raccolta firme da inviare al sindaco per sensibilizzarla sulla questione.

Le famiglie, infatti, sono costrette a condurre i piccoli a giocare nel giardino comunale posto dietro piazza delle Regioni dove, affacciandosi, è possibile toccare il degrado con mano.

Appena entrati le erbacce e la sporcizia balzano subito all’occhio e lasciano già intendere che la manutenzione è praticamente assente, e a questo si aggiunge il fatto che ovunque si trovano escrementi animali perché, nonostante davanti all’ingresso della struttura ci sia un cartello con il divieto di ingresso dei cani, sembra che nessuno lo faccia rispettare.

Ma quello che più fa scalpore è lo stato delle altalene e dei giochi all’aperto per i bambini: uno di questi, un tubo di cemento colorato, è stato transennato e circondato con nastro bianco e rosso, per segnalarne l’inagibilità: è già in queste condizioni da più di un mese, da quando il Comune di Orbetello ha effettuato un sopralluogo perché molti genitori avevano segnalato chiodi sporgenti e viti allentate che avrebbero potuto graffiare i piccini che vi passavano all’interno.

Quanto alle altalene qualche genitore si è improvvisato manutentore, stringendo e controllando i bulloni che le fissano alle loro strutture portanti.

Tutto questo nonostante, in questi dieci mesi, di parole ne siano state spese tante riguardo alla necessità di tutela dei più piccoli e delle famiglie: le hanno spese il sindaco Monica Paffetti e la giunta, e le hanno dette anche i membri delle associazioni nate dopo l’alluvione, come ad esempio “Con Albinia nel Cuore”, che da circa dieci mesi raccoglie fondi proprio per un progetto relativo alla costruzione di un parco giochi, sul cui conto si è cominciato a sviluppare un certo scetticismo proprio da parte dei frequentatori del parchetto comunale che hanno cominciato la raccolta firme.

Aspetta aspetta, comincia a farsi strada l’idea che a quel progetto non ci si creda più. Alcuni dei genitori che hanno aderito alla petizione, infatti, si chiedono come mai, se sono stati raccolti tanti soldi con la vendita dei famosi braccialetti, non vengano spesi per cominciare a comprare qualche gioco nuovo e integro per i bambino.

Del resto perché aspettare? Il parchetto è veramente mal messo ed attendere di costruirne uno nuovo potrebbe richiedere troppo tempo, a causa dei soliti problemi della burocrazia.

E il timore di alcuni è che sia la proprio la divergenza di opinione politica a ostacolare il sogno di un parco giochi “fatto come si deve” per bambini: in nome di un obiettivo così lusinghiero, ci sarebbe da attendersi un po’ più di collaborazione da parte dei soggetti interessati, dicono i firmatari. E se così stanno davvero le cose, sembra davvero difficile dare loro torto.

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