Sicurezza
Lo chiamano al lavoro ma è morto da 10 anni
Il Centro per l’impiego di Grosseto convoca con urgenza un uomo iscritto nelle liste di disoccupazione ma scomparso nel 2003
Vedono che è ancora disoccupato e lo chiamano per un colloquio di lavoro, ma lui è morto da 10 anni. È successo a Grosseto alcuni giorni fa. La Provincia, attraverso il Centro per l’impiego, spedisce a casa della famiglia di un uomo morto nel 2003 una lettera in cui lo invita a un colloquio “per verificare lo stato di disoccupazione”, visto che agli atti lui risulta sempre disoccupato. Peccato che sia morto nel 2003. Per almeno dieci anni la sua posizione è rimasta dunque congelata negli archivi dell’ufficio, salvo rispuntar fuori dal nulla con un volo pindarico lungo incomprensibili e segrete traiettorie burocratiche.
Anna, la figlia del grossetano defunto, quando apre la lettera è con la madre: entrambe fanno un balzo sulla sedia, sbigottite. «Era tanto tempo che non ricevevamo lettere indirizzate a lui», racconta la giovane: «abbiamo avuto un tuffo al cuore». Vedere il suo nome impresso su una formale busta di posta prioritaria è un colpo durissimo, tanto più che le spiegazioni dei diretti interessati (i responsabili del Centro impiego) alla fine non la convincono affatto, anzi. La amareggiano ancor di più.
L’uomo faceva l’artigiano di infissi, ebbe problemi di salute tra cui un incidente e, negli ultimi periodi non poteva lavorare. Così si presentò al Centro per l’impiego a cercare un lavoro e chiedere l’inserimento nelle liste di disoccupazione. Non ebbe risposta, benché il suo nome fosse regolarmente inserito negli archivi. Tempo dopo morì, e si suppose naturalmente archiviato il discorso professionale; almeno all’apparenza. In una lettera che è apparsa ora dal niente riaffiora lo spettro del passato che non ti aspetti, o almeno non più. (Nella foto, il centro per l’impiego di Grosseto)
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