Il Tirreno

Grosseto

Un Comune paralizzato da dieci milioni di debito

di Sabino Zuppa
Un Comune paralizzato da dieci milioni di debito

Il sindaco di Orbetello Monica Paffetti furiosa contro Di Vincenzo e l’opposizione «Noi schiacciati dall’alluvione e dai conti, loro al governo con le vacche grasse»

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ORBETELLO. Un ente ingessato dai conti, un grave impegno finanziario ereditato. Un debito pari a «circa 10 milioni di euro»; un lavoro (piazza del Popolo) che «ci costerà mezzo milione di euro anche quest’anno». Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, si difende dalle accuse e sul Tirreno risponde per le rime, irritata, all’ex amministratore lagunare Rolando di Vincenzo, che aveva parlato di anni di lavoro amministrativo mandati in fumo dall’inattività della nuova giunta che, secondo lui, si era preoccupata solo di “derolandizzare”.

«Purtroppo non abbiamo il potere di distruggere ciò che la precedente amministrazione ha costruito - risponde lei - perché volentieri avremmo eliminato la sopraelevata di Albinia e il piano integrato di Neghelli, ma vorrei ricordare che i cittadini stessi hanno deciso di cambiare perché evidentemente non hanno apprezzato il lavoro svolto nei precedenti quattordici anni che, a fronte di promesse non mantenute di sviluppo economico e posti di lavoro, ha svenduto il territorio procedendo a una cementificazione esagerata».

Un’amministrazione, prosegue il sindaco, «che non ha saputo difendere il punto nascita e la scelta del tracciato autostradale sulla costa nonostante avesse un ministro come sindaco. Vorrei sottolineare, invece, la grande mole di lavoro che stiamo portando avanti per risolvere le problematiche mai lasciateci in eredità, come ad esempio il diportismo, la gestione del patrimonio, la gestione degli impianti sportivi senza alcuna concessione alle società stesse». Il sindaco ribadisce poi un concetto forte. «Abbiamo ereditato un grave impegno finanziario, a cominciare dal palazzo di piazza del Popolo che ci costerà mezzo milione anche quest’anno e un debito pari a circa 10 milioni di euro che di fatto ingessano e bloccano tutte le scelte amministrative».

Altra questione, quella dei dieci precari assunti da anni «che non si è voluto stabilizzare quando le normative lo consentivano e di quei dipendenti gratificati con lavoro extra, inseriti nel quadro del commissariamento della laguna. Non è accettabile però, da parte di un ex sindaco, sminuire l’impatto dell’evento alluvionale. Mi dispiace che un amministratore non sia consapevole di cosa significhino nove milioni di lavori pubblici per il personale dell’ufficio tecnico del nostro Comune, un carico di lavoro che la precedente amministrazione non ha mai conosciuto e ignora cosa significhi gestirlo in pochi mesi. Fare il confronto con altri comuni è pretestuoso: perché quell’esperienza, io non la auguro nemmeno al mio peggior nemico. Sicuramente si sarebbe potuto fare meglio, si sarebbe potuto gestire il tutto in modo migliore, soprattutto se fosse stata presente una struttura di protezione civile più organizzata e strutturata, ma per far questo si sarebbe dovuto investire costantemente e nel tempo nel settore di prevenzione dei rischi del nostro territorio. E non è facile - conclude la Paffetti - confrontare due anni e mezzo di amministrazione, di cui uno segnato dall’emergenza, contro un periodo di quattordici anni di vacche grasse, senza il “Decreto Brunetta” a stravolgere le norme di gestione del personale, senza i tagli dettati dalla crisi economica, senza il patto di stabilità, senza la spending review, è populistico e demagogico. Saranno i cittadini a giudicare il lavoro da noi svolto, a fine mandato e attraverso il voto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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