Attenzione
L’aereo è soppresso Per 104 studenti la gita è rovinata
Il viaggio studio degli alunni del Rosmini diventa un calvario Il volo della British Airways non parte subito ma dopo 21 ore
GROSSETO. Come inizio non c’è male. Il loro viaggio studio per Cambridge, alla scoperta dei segreti della lingua di Shakespeare, è partito decisamente male: con un guasto all’aereo che li doveva portare Oltre Manica e loro (tutti e 104) fantozzianamente rimasti in aeroporto a Fiumicino, ad aspettare un velivolo partito poi con 21 ore di ritardo.
Doccia fredda per una fiumana di scolari grossetani, appartenenti a classi sparse dei due licei linguistico e delle Scienze umane (età dai 16 ai 18 anni). La scuola aveva prenotato tutto a puntino: il volo diretto Roma-Londra a bordo di un affidabilissimo British Airways sarebbe decollato alle 17,30 di domenica. Una volta là - racconta la preside Gloria Lamioni che da Grosseto ha seguito tutta l’impresa - i ragazzi sarebbero stati divisi subito in due gruppi, 2 diretti a Londra e 2 a Cambridge; e via con lezioni ed escursioni. Un viaggio studio con ospitalità a casa delle famiglie inglesi. «Iniziative positive come questa - dice la Lamioni - le facciamo sempre per far iniziare al meglio l’anno scolastico ai nostri giovani». Peccato che in aeroporto il volo non partiva: “guasto tecnico”, si è detto, che ha fatto ritardare il viaggio un po’ alla volta. Prima uno slittamento, poi un altro. Ogni volta il ritardo si accumulava a piccole dosi senza far presagire che il volo, quella sera, sarebbe stato annullato. I 104 ragazzi si sono messi a girare in aeroporto per ore. Affacciati alle finestre hanno aspettato che il problema si risolvesse. Niente. Verso le 23, estenuati dall’attesa, sono stati caricati in pullman insieme agli insegnanti e portati a spese della British all’hotel Hilton e in un altro albergo romano. Hanno cenato e dormito. La mattina dopo il volo sarebbe stato alle 9. I ragazzi sono andati di nuovo a Fiumicino prestissimo, e invece altra doccia fredda: pure il volo di ieri mattina è stato spostato alle 15. A quell’ora infine è partito, ma è stato un calvario fino all’ultimo. Peccato sia stato perso il primo giorno di scuola. «La British ovviamente ha pagato tutto come da codice Enac - dice la preside - Ma se dovesse saltar fuori qualcosa’altro che i nostri ragazzi si sono persi, ci sta che chiederemo i rimborsi alla compagnia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google