Il Tirreno

Grosseto

Il Comune ordina: via l’insegna ingannevole

Il Comune ordina: via l’insegna ingannevole

La parafarmacia usa una croce verde uguale a quella delle farmacie. Il caso finisce in procura

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Troppo simile all’insegna di una farmacia e senza le autorizzazioni necessarie. Per questi motivi il Servizio edilizia privata del Comune di Grosseto ha ordinato alla parafarmacia Essere Benessere spa di demolire la croce applicata sopra il negozio di viale Sonnino, all’incorcio con via Mameli.

L’ordinanza risale al 2 settembre scorso e poggia, come detto, su due motivi. L’insegna, del tipo a bandiera, a forma di croce verde, è della forma e del colore che sono espclusivo appannaggio delle farmacie. Ed Essere Benessere, una catena di negozi una farmacia non lo è. Inoltre agli uffici comunali non risulta, come riportato nell’ordinanza, che la società abbia mai fatto richiesta per installare quella insegna e altre sei vetrofanie. Insomma: c’è una doppia violazione: del codice della strada e del regolamento comunale di pubblicità e affissioni.

Ad accorgersene sono stati i vigili urbani durante un sopralluogo fatto un anno fa. Il regolamento comunale parla chiaro: i negozi, per esporre un’insegna, devono chiedere l’autorizzazione e pagare all’ufficio pubblicità in piazza della Palma una tassa. Neppure molto esosa.

«Il prezzo varia da zona a zona ma se l’insegna è più piccola di 5 metri quadrati – spiegano all’Edilizia privata – non si paga niente. Per il resto bisogna pagare una marca da bollo e diritti di segreteria».

A seguito del sopralluogo dei vigili, lo scorso luglio è stata rilasciata un’autorizzazione per sette insegne frontali e sei vetrofanie. Quella croce verde sporgente, però, proprio non ci può stare. Per questo il Comune ordina la demolizione entro i primi di ottobre. Non solo. Del provvedimento è stato informato anche il procuratore della Repubblica.

Non è la prima volta che una parafarmacia si scontra con un Comune perché ha usato insegne troppo simili a una farmacia vera e propria, rischiando di confondere i clienti. Un caso simile è successo quest’estate a Castiglione della Pescaia alla parafarmacia Salute Più che, nella sua insegna, ha scritto “para” a caratteri piccoli in verticale e “farmacia” a caratteri cubitali in orizzontale. La società ha fatto ricorso al Tar.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini