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Concordia, missione compiuta. Lite tra porti per il futuro

Concordia, missione compiuta. Lite tra porti per il futuro

In viaggio non prima di primavera. Poi demolizione. Per accoglierla, battaglia" fra Piombino, Civitavecchia, Palermo, Napoli (e non solo) - IL RACCONTO DELL'IMPRESA E I VOSTRI COMMENTI

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LA SEQUENZA FOTOGRAFICA: LE 19 ORE DI OPERAZIONE IN 50"

ISOLA DEL GIGLIO. Missione compiuta. A 20 mesi di distanza dal naufragio che ha portato via la vita 30 persone, la Costa Concordia è tornata in assetto verticale. Ci sono volute 19 ore di lavoro e "11 uomini d'oro" , come li ha chiamati il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, capitanati dal salvage manager Nick Sloane (VIDEO). Sono stati loro, insieme a una squadra di 500 persone, a riportare il relitto in asse. Un'operazione costata 600 milioni di euro, che rappresenta "un grande orgoglio itaiano" come ha scritto il presidente del Consiglio Enrico Letta con un tweet.

Sì, perché, anche se è il sudafricano Nick Sloane a guidare la control room dell'operazione, cui hanno partecipato 500 persone di ben 26 nazionalità, "tutta la parte ingegneristica dell'operazione di recupero è orgogliosamente italiana", come rivendica Gabrielli (VIDEO). L'annuncio delle conclusione, con successo, dell'impresa è arrivato alle 4,11 di martedì (VIDEO).

Ma l'operazione che dovrà permettere il "trasloco" del gigante dall'Isola del Giglio non è certo chiusa. Anzi. Ora sono almeno quattro le priorità: la ricerca dei due dispersi, la messa in sicurezza con la riparazione della fiancata danneggiata, il rigaleggiamento e il trasferimento in un porto per lo smantellamento.

VIDEO La camminata sulla Concordia prima della rotazione

LA RICERCA DEI DISPERSI. Il timing dei prossimi giorni e dei prossimi mesi prevede innanzitutto, appena arriverà l'autorizzazione della magistratura, la ricerca dei cadaveri delle due vittime che ancora mancano all'appello, Russel Rebelli e Maria Grazia Tricarichi. Poi vi saranno una serie di fasi che impegneranno gli uomini della Titan Micoperi per tutto l'inverno e la primavera successiva: verifica del relitto e installazione dei cassoni sul lato di dritta; rigalleggiamento; rimozione; ripristino ambientale. "Non abbiamo ancora finito - dice non a caso Nick Sloane - abbiamo un sacco di lavoro da fare e secondo me la Concordia non verrà rimossa prima della prossima primavera".
a MESSA IN SICUREZZA E POSIZIONAMENTO CASSONI. Già da mercoledì, dunque, si comincerà a lavorare attivamente alla fase 2 del progetto. Per prima cosa verrà fatta una verifica delle condizioni del relitto, per valutarne lo stato complessivo e, soprattutto, quello del lato di dritta (FOTO): solo dopo questi esami sarà possibile procedere agli interventi di ripristino della struttura e stabilire con maggiore certezza i tempi della fase successiva, quella del rigalleggiamento. A verifiche effettuate, inoltre, si procederà all'installazione dei cassoni sul lato di dritta: 15 sono già costruiti e fermi negli stabilimenti di Fincantieri, in attesa di essere trasferiti al Giglio. "Tutti i cassoni dal lato di terra andranno attaccati alle 56 catene che passano sotto lo scafo - ha spiegato Sloane - E laddove la fiancata è danneggiata, bisognerà riempire il vuoto. Per questo i cassoni avranno la possibilità di muoversi".

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RIGALLEGGIAMENTO. Al termine di questa fase la Concordia sarà imbrigliata da 30 cassoni. Con un sistema pneumatico i contenitori verranno svuotati dall'acqua e forniranno la spinta necessaria per riportare a galla il relitto. Sloane ha sottolineato che questo passaggio, in realtà, sarà diviso in due fasi: un rigalleggiamento parziale, che consentirà ai tecnici di far passare le catene che devono sostenere i cassoni sotto la nave, e un rigalleggiamento definitivo al temine del quale la parte che rimarrà sommersa della Concordia sarà di circa 20 metri.

RIMOZIONE E SMANTELLAMENTO: "LITE TRA PORTI". Completate le fasi precedenti, a primavera 2014, si procederà a portare via la Concordia dal Giglio. Un'altra fase delicatissima per i rischi che si potrebbero correre e tutta ancora da definire. Al momento, infatti, non è ancora stato deciso il porto dove la nave sarà smantellata e lo stesso Ad di Costa, Michael Thamm, non ha smentito la possibilità che la nave possa essere portata via con una mega piattaforma sud coreana, la Vanguard (VIDEO), che la ingloberà completamente. Un'operazione che potrebbe consentire a Costa di smantellare il relitto in qualsiasi porto del mondo. Al momento, però, quale sia lo scalo non è chiaro: Piombino è quello più vicino e dove sono in corso lavori infrastrutturali proprio per accogliere la nave ed inoltre sarebbe quello che offrirebbe la filiera più corta per lo smaltimento dei rifiuti ferrosi. Ma in lizza ci sono anche Civitavecchia e Palermo, dove vengono costruite navi come la Concordia, e dove vi è una delle sedi di Fincantieri, che tra l'altro ha costruito i cassoni utilizzati per il raddrizzamento. Si sono fatte avanti anche Napoli e Genova.

RIPRISTINO AMBIENTALE. L'ultima fase del progetto messo in piedi dalla Titan e dalla Micoperi prevede il ripristino dei luoghi del cantiere - verranno cioè rimossi il falso fondale, le piattaforme, i pali dove sono ancorate le funi di tiraggio e riposizionate la flora e la fauna marina che c'erano prima dell'incidente - e il monitoraggio dell'ecosistema, che avrà una durata di 5 anni.

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