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Causa un falso incidente per truffare un pensionato

Causa un falso incidente per truffare un pensionato

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una truffa ben congegnata - anche se il ricavato per il malfattore risulta modesto - ha sempre un certo fascino. È quanto successo a un castiglionese in pensione,...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una truffa ben congegnata - anche se il ricavato per il malfattore risulta modesto - ha sempre un certo fascino. È quanto successo a un castiglionese in pensione, originario del sud Italia.

Alcuni giorni fa l’uomo decide di tornare al paese natio per un periodo di vacanza. Un viaggio in macchina da affrontare senza orario considerando i tanti chilometri da percorrere, in assoluta tranquillità. Verso le undici con la sua auto il castiglionese imbocca la superstrada verso Orbetello, e dopo pochi chilometri supera una Fiat Punto di colore blu. Durante il sorpasso il pensionato, che viaggia da solo, sente un piccolo tonfo sulla fiancata ma non vi dà peso: pensa che sia stato un piccolo sasso a urtare la macchina. Il guidatore della Fiat appena superata, però, incomincia a farsi vedere “sfanalando” con gli abbaglianti. L’inseguimento dura un po’, considerando che il castiglionese non vuole fermarsi lungo la carreggiata: arrivato all’altezza della prima piazzola accosta, e l’inseguitore fa altrettanto. Sceso di macchina il pensionato viene immediatamente affrontato dall’uomo della Punto, una persona di corporatura molto robusta e dai modi spicci.

Poche parole da parte di quella figura, dall’accento forse siciliano. Nella Fiat intanto resta una donna, che non accenna minimamente a muoversi. L’uomo della Punto, a quel punto, dice al castiglionese che durante il sorpasso la sua macchina gli ha rotto lo specchietto laterale.

Il pensionato si mette a vedere se davvero la sua macchina ha colpito la Punto, ma nel girare intorno al proprio mezzo l’altro, con un pennarello, senza ovviamente farsi vedere fa un rigo proprio all’altezza dello specchietto. Una mossa poi ricostruita dal pensionato castiglionese.

Da quel momento il truffatore inizia una discussione, chiedendo i soldi per ricomprare lo specchietto. Il castiglionese prova a replicare. Si dice disposto a compilare il modulo di costatazione amichevole, il Cid, segnalando l’incidente all’assicurazione. Il malfattore incomincia a tergiversare, a dire che non ha tempo da perdere, che lo specchietto costa 89 euro, e che vuol essere risarcito immediatamente.

Il pensionato, anche perché intimorito dalla figura dell’uomo che ha di fronte, prova a contrattare il risarcimento. E alla fine il guidatore della Fiat si “accontenta” di 30 euro: il castiglionese scopre poi di non aver assolutamente toccato nel sorpasso l’altra macchina, visto che il graffio è stato fatto con un pennarello e lavato con semplice acqua. Una truffa da pochi spiccioli, ma ben studiata e senza rischi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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