La manifestazione
Vigilia movimentata: sei denunciati
Giovani di Porto Santo Stefano rubano i motorini per tornare al porto dopo la festa. E un medico balla nudo al ristorante
ISOLA DEL GIGLIO. Un traghetto che arriva la sera, alle otto e mezza, quando la festa è già cominciata e che poi salpa al mattino, alle 6, quando c’è soltanto da portare a casa quello che resta di una festa in piazza, di musica, balli in strada e vino. E il mal di testa che arriva dopo aver preso una sbornia colossale.
È una notte che si dilata, quella della festa di San Mamiliano al Giglio. Quest’anno, l’ultimo con la Concordia sdraiata su un fianco, chi vive sull’isola ha affidato una preghiera al suo patrono.
Ma chi invece sull’isola è arrivato da fuori, probabilmente, di quello che succederà oggi quando i cavi si metteranno in tensione e tireranno su quel mostro da cinquantacinquemila tonnellate, interessava poco sabato sera.
I “continentali”, come li chiamano al Giglio, sono sbarcati alle 20.30 dal traghetto proveniente da Porto Santo Stefano e si sono riversati per le strade del porto prima di salire a Giglio Castello. I continentali sono quelli che abitano al di là del canale: a Porto Santo Stefano, a Orbetello, a Capalbio, a Grosseto. La festa piace a tutti. E dal traghetto sono scese centinaia di persone che sapevano di avere a disposizione una notte intera: quella della festa, appunto, per fare baldoria.
Il risultato della notte in trasferta dei continentali è stato di sei denunce per altrettanti ragazzi di Porto Santo Stefano che avevano rubato due motorini per tornare verso il porto. C’era da tirare tardi, da arrivare alle sei del mattino, orario in cui il primo traghetto salpa per tornare in continente. Ai sei ragazzi di Porto Santo Stefano, tutti intorno ai venticinque anni, è sembrata una buona idea prendere “in prestito” due motorini. Sono saliti in tre su ogni sella e sono partiti verso il porto. Lungo i pochi chilometri che separano Castello dalla banchina, hanno divelto i segnali stradali che si sono trovati davanti. Tutto questo senza tenere in considerazione la presenza dei carabinieri.
I sei sono stati fermati dai militari al porto. La spiegazione che hanno dato è stata la più banale che potessero trovare: c’era da fare tardi, da arrivare alle sei del mattino, all’orario in cui sarebbe salpato appunto il primo traghetto per Porto Santo Stefano. E tornare al porto con un motorino preso in prestito, insomma, era più conveniente che prendere un taxi. I sei ragazzi sono stati denunciati per furto e i due motorini sono stati restituiti ai legittimi proprietari.
Ma la lunga notte di San Mamiliano non è finita con la denuncia dei sei ragazzi. Un medico romano quarantenne, in vacanza sull’isola, ha scatenato il finimondo in un ristorante del porto. L’uomo, che aveva bevuto parecchio dopo essersi tolto la maglietta è salito sul tavolino del ristorante e si è completamente spogliato. Si è messo a ballare completamente nudo, con i pantaloni gialli calati fino alle caviglie.
I proprietari del locale hanno cercato di farlo scendere dal tavolo e di farlo rivestire. Ci sono riusciti, dopo che si era scatenato il parapiglia e dopo che era volata anche una teglia dalla cucina. Non è servito, però, l’intervento dei carabibnieri. Il fuori programma si è concluso in pochi minuti, con il medico portato via dai suoi amici.
Tutto sotto gli occhi del santo, che oggi dovrà gettare il suo sguardo sui lavori di rotazione della Concordia, cercando di dimenticare come i “continentali”, lo hanno festeggiato sabato notte.
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