Il dolore
Niente genitori? Il bimbo resta a scuola
Se babbo e mamma non sono all’uscita l’alunno non può andarsene: caos (e carabinieri) alla Media Pacioli di Follonica
FOLLONICA. Una pattuglia del radiomobile dei carabinieri che interviene in una scuola media per “scortare” all’uscita alcuni ragazzi.
È successo sabato scorso a Follonica, nel plesso di via Gorizia (già balzato alle cronache nei mesi scorsi per problematiche strutturali).
Qui alcuni ragazzi sono stati trattenuti all’interno dell’edificio, poi – su richiesta di un docente – presi in consegna dalle forze dell’ordine, infine lasciati liberi di tornare alle loro case.
Motivo? Un paio d’insegnanti, a seguito di una nota del dirigente scolastico Claudia Giannetti, si sono rifiutati di far uscire gli allievi che non avevano un familiare a prenderli. La strada davanti alla scuola, infatti, è molto transitata, pericolosa e al momento dell'uscita degli studenti _ a mezzogiorno _ c’è bisogno dei vigili urbani per regolare il traffico. Ma qui la municipale fino ad oggi non si è mai vista.
«Peccato _ sottolineano alcuni genitori _ che attraverso i nostri ragazzi, non c’è arrivata alcuna comunicazione e da sempre, in quella scuola, come in tutte le scuole medie d'Italia, gli alunni escono da soli e tranquillamente se ne tornano a casa».
Insomma la polemica è forte e il caso oggi approderà sul tavolo del nuovo responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, il provveditore reggente di Grosseto Luigi Sebastiani, in attesa che mercoledì prossimo (alle 14), in una riunione convocata appositamente, dirigente, rappresentanti dei genitori e Comune di Follonica trovino una soluzione.
«Riteniamo _ proseguono i familiari dei ragazzi _ che ciò che è accaduto nella scuola secondaria di primo grado di via Gorizia sia un fatto grave, che ha causato ansia negli studenti e nei genitori. Non spetta a noi individuare le responsabilità ma abbiamo trovato giusto informare le autorità, che si impegneranno insieme (così ci è stato detto) per ripristinare le condizioni ideali, per un’uscita da scuola in sicurezza».
E fin qui l’accusa. La difesa della dirigente e delle insegnanti _che ieri non siamo riusciti a rintracciare _ è affidata alle norme.
In effetti, sebbene sia abitudine consolidata – a partire dalla prima media – quella di non accertarsi più della presenza del genitore fuori dalla scuola, lasciando liberi i ragazzi una volta suonata l’ultima campanella, ben diversa risulterebbe la procedura, che è stata applicata alla lettera a Follonica.
Una serie di disposizioni normative stabiliscono infatti che «l’alunno deve essere prelevato da uno dei genitori, o da chi ne fa le veci. In mancanza di un adulto a cui affidare l’alunno in uscita, la scuola non può consentire al minore di lasciare i locali ed è tenuta ad avvisare le autorità di pubblica sicurezza». Proprio quello che è successo alla Pacioli.
Ma non finisce qui. Le famiglie che intendessero comunque permettere l’uscita autonoma del proprio figlio sono tenute a darne comunicazione scritta alla scuola, compilando un modulo, che solitamente fornisce la scuola stessa sotto forma di comunicazione alle famiglie nei primi giorni dell’anno scolastico.
Ed è proprio ciò che accade nella maggior parte delle Medie della nostra provincia. In questo modo la scuola non si ritiene più responsabile, vista la scelta compiuta e sottoscritta dalla famiglia.
Nel caso di Follonica, però, al momento nessun genitore ha ricevuto e firmato moduli di sorta.
Pare che la dirigente voglia tutelarsi al cento per cento servendosi anche di un parere legale. I moduli saranno giuridicamente blindati così da sollevare, in pieno, la scuola da ogni responsabilità qualora le famiglie optassero per l’uscita libera.
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