La manifestazione
Palio: festa sì, ma con polemiche
La 56ª edizione continua a far discutere per le partenze delle ciuche
CAMPAGNATICO. Si continua a discutere di palio a Campagnatico. L’edizione (la 56ª) di domenica scorsa passerà agli annali per le polemiche, per le cadute (prima e durante le carriere) ma soprattutto per la terza vittoria del Nikke e Circe con i colori del Castello.
Già, il Castello. La contrada meno abituata alla vittoria. Solo otto drappelloni, con un tris negli ultimi cinque anni, da quando la scuderia di “Naghino” Viani ha iniziato a dare frutti: Circe, Nuvola e non solo. Ieri sera oltre 150 persone hanno festeggiato il binomio vittorioso nel cuore del borgo aldobrandesco.
Per Stefano Bambagioni applausi meritati. È stato di nuovo straordinario nei 144 metri del percorso in leggera salita di via Roma. Lui vince sempre negli anni dispari (2009-2011-2013).
Partito insieme al Centro con i favori del pronostico, il fantino biancorosso ha retto tutte le pressioni, confermandosi degno erede dei Grandi: gli indigeni “Spillo” Bacciarelli e “Gancino” Priori. A 23 anni mai nessuno aveva vinto così tanto come il Nikke.
E proprio le qualità del Bambagioni hanno fatto passare in secondo piano le polemiche, quelle della Pieve soprattutto. Il rione nobile (colori giallorossi) non alza il cencio al cielo dalla fine degli anni Novanta.
E a loro, i pievaioli, il nuovo mossiere proprio non è piaciuto. D’altra parte, nella prima batteria, cogliere l’attimo di una mossa accettabile era davvero complicato per la riottosità dell’asina della stessa Pieve.
Altre sbavature in partenza sono emerse però anche nella batteria finale. Riguardando le immagini, Nebbia (la seconda ciuca del Castello) risulta mezza girata quando si aprono i cancelletti, Stella appoggia la testa dove non dovrebbe e innesca la caduta di Gancino. Sarebbe falsa, ma viene data buona. Circe fa quasi corsa a sé. Gli altri mangiano la polvere.
Da rivedere le gabbie alte. C’è da prenderci la mano. Si conferma la legge che il Cencio non lo si tocca se si parte dalla postazione numero 4, la più scomoda e distante. Dopo la cena di ieri sera – con un’organizzazione impeccabile – l’appuntamento con la velocità pura è per il 14 settembre dell’anno prossimo, quando in via Roma si ritroveranno di nuovo le asine più veloci d'Italia. (g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google