Gioco
Nichi, Riccardo e gli altri I big della politica in città
GROSSETO. Non capita tutti i giorni che la politica romana si prenda una trasferta a Grosseto. Al massimo si ferma a Capalbio. Ieri, però, proprio nel capoluogo maremmano è andato in scena ciò che i...
GROSSETO. Non capita tutti i giorni che la politica romana si prenda una trasferta a Grosseto. Al massimo si ferma a Capalbio. Ieri, però, proprio nel capoluogo maremmano è andato in scena ciò che i grossetani sono abituati a vedere solo nei tg nazionali: la politica, quella dei palazzi, è sbarcata in città.
E lo ha fatto alla festa nazionale del Psi, che quest’anno si svolge in viale Europa. I socialisti maremmani, raccolti intorno al loro segretario nazionale Riccardo Nencini, hanno avuto ospiti il segretario del Pd Guglielmo Epifani e quello di Sel, il governatore della Puglia Nichi Vendola.
E, ancora, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, Marco Di Lello (Psi), Francesco Ferrara (Sel), Gabriele Albertini e Luigi Angeletti (segretario generale Uil).
Tutti i temi caldi del panorama politico nazionale sono stati toccati. A partire dalla decadenza dell’ex premier Silvio Berlusconi che ricorderà la festa del Psi a Grosseto come una Maremma amara. È qui, infatti, durante la segreteria che si è tenuta prima del pubblico dibattito, che il Psi ha deciso di votare la sua decadenza da senatore dopo la condanna definitiva per frode fiscale. Il Psi ha confermato che voterà per la decadenza in aula, decisione assunta «dopo aver studiato le carte, verificato la legge», lasciando libertà al senatore Buemi i giunta.
Si è parlato anche di Ilva, che il segretario Uil Luigi Angeletti ha definito «impresa che funziona» augurandosi che «torni a produrre». Sulla stessa linea Epifani: «Attività che vanno bene – ha detto – non possono essere chiuse». D’opposto avviso Vendola, che parla di «un capitalismo criminale» in Italia. «L’Italia non può rinunciare all’acciaio, l’Italia non può produrre malattie», ha detto il leader di Sel che ha proposto che lo Stato «attivi la mano pubblica per risanare e risolvere la situazione».
L’appuntamento grossetano è stato, però, e soprattutto, un tentativo per le forze della sinistra riformista di mettersi a un tavolo e avviare un discorso comune. «Un tentativo – ha detto Nencini – di parlare di una sinistra riformista che sia vincente per il Paese perché le ultime elezioni le abbiamo perse», di mettere insieme le forze. Anche se la platea socialista ha mugugnato quando Epifani ha detto che «il Pd non si vergogna del governo delle larghe intese», che ha definito «di servizio». Nencini ha comunque aperto a Sel, non escludendo un dialogo col partito di Vendola. (f.f.)
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