Il dolore
La professionalità si testa in Cina
La Pasteur vuol vedere i lavoratori all’opera. Il manager dei thailandesi: «Ancora nulla di fatto»
GROSSETO. Cn Management e Pasteur. Sono questi i nomi dei due gruppi che hanno presentato una manifestazione d’interesse per la Mabro e che sono ora al vaglio dell’amministratore Maurizio Santoro. Una società di trust, la prima, con sede a Bangkok e ufficio a Prato, un gruppo cinese il secondo.
L’offerta della Pasteur si riduce, per ora, a poche righe accompagnate da un timbro con caratteri cinesi e la stella rossa al centro. L’offerta è quella di una collaborazione per la produzione di circa 40-60mila capi. Ma per dirottare su Abbigliamento Grosseto un quantitativo di abiti così importante, i cinesi della Pasteur chiedono « di poter valutare la capacità dei vostri tecnici, produzione, controllo, modellistica - scrivono nella lettera per conto di mister Ye - chiedendo di avere con loro un meeting presso i nostri stabilimenti in Cina». Insomma, per gli imprenditori dagli occhi a mandorla, bisogna organizzare un viaggio in Oriente per far vedere il valore delle vestaglie azzurre.
Diversa invece è l’offerta dei thailandesi, gli stessi che hanno scritto anche a Enrico Domenichelli e a Marco Milanesio per chiedere di intavolare una trattativa per l’acquisizione del capannone di via Senese. Un’operazione che il commissario giudiziale e il liquidatore di Royal Tuscany hanno giudicato irricevibile. Quell’offerta era datata 30 luglio. L’8 agosto, la stessa società ha formulato un’altra manifestazione d’interesse, questa volta verso Abbigliamento Grosseto. «Non c’è ancora nulla di fatto - dice Giampietro Salvadori, il pratese che sta portando avanti la trattativa - non abbiamo ancora potuto vedere i documenti. È presto quindi per dire se saremo noi i nuovi proprietari della Mabro o se invece ci occuperemo solo dell’intermediazione per qualche altro possibile acquirente». Quello che sembra certo, però, è l’interesse dei pratesi per la fabbrica di via Senese. «Quali siano le potenzialità di quell’azienda - aggiunge ancora Salvadori - lo sappiamo bene noi che lavoriamo nel settore tessile». È per questo che la Cn managment si sarebbe interessata alla Mabro. «Ma è anche vero che nei prossimi quindici giorni potremmo ritirarci - dice Salvadori - perché questa è una manifestazione di interesse preliminare. Ancora non sappiamo come stanno davvero le cose, non abbiamo visto alcun documento». Insomma, bisogna ancora cominciare a stringersi la mano prima di dire che quest’affare si farà. Il tribunale ha concesso due mesi. Il conto alla rovescia è già cominciato. (f.g.)
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