Sicurezza
«Amianto dal bagnetto» che da 40 anni va demolito
Un lettore denuncia la presenza di frammenti di eternit sulla sabbia a Castiglione Si scopre che è di una baracca su cui il Comune e un generale litigano da decenni
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. C’è uno stabilimento balneare, una baracca ormai, che a Castiglione della Pescaia, sulla spiaggia di Levante alla fine dell’arenile attrezzato, anche quest’anno è rimasto chiuso. E anche quest’anno ha continuato a sbriciolarsi sotto il sole cocente e le intemperie, lasciando sulla sabbia quelli che hanno tutta l’impressione di essere frammenti di eternit, materiale cancerogeno con cui è costruita la copertura. È così da trent’anni e più e un’altra estate è passata con l’ingombrante – e forse pericolosa – presenza.
All’inizio dell’estate un lettore ha inviato in redazione un video da lui girato per documentare la presenta di frammenti di eternit e calcinacci scrostati sulla sabbia in mezzo ai quali, spiegava, giocano bambini, si sdraiano bagnanti, si svolge regolarmente l’attività della spiaggia. A fine agosto la situazione non era molto differente e ieri abbiamo chiesto spiegazioni al vicesindaco e assessore all’Ambiente, Elena Nappi. Che ha fatto un personale sopralluogo sul posto. Un sopralluogo che ha sortito due sorprese.
«Per prima cosa direi che la sporcizia lamentata dal lettore ad oggi non c’è – spiega Nappi –. Non so in che periodo sia stato qua a vedere, ma mi sembra che la situazione sia sotto controllo. Da aprile a ottobre la pulizia viene fatta tre, quattro volte a settimana. Evidentemente sono passati». Si nota effettivamente la sabbia smossa. «Ad ogni modo, invito tutti a inviare le segnalazioni alla polizia municipale in modo che il Comune vada a verificare. In questo caso non abbiamo ricevuto solleciti».
La sorpresa maggiore, però, è un’altra. La struttura è chiusa a causa di un contenzioso pluridecennale che si trascina dagli anni ’70. Tutto è iniziato circa 40 anni fa quando le competenze demaniali erano dello Stato. «Qui c’era il bagno dell’aeronautica militare di Poggio Ballone. Poi, non si sa con quale modalità, la concessione diventò del generale dell’aeronautica Michelotti. Quando la competenza sulle concessioni demaniali è passata ai Comuni, Castiglione fece una verifica, ritirò la concessione riconoscendola decaduta e impose la rimozione della struttura», spiega Nappi.
Il proprietario si è opposto, ha fatto causa all’ente e da quel momento – fine anni ’70 – c’è un contenzioso. Curiosamente il sindaco all’epoca era lo stesso Farnetani, che guida anche oggi il municipio. Ma stavolta potrebbe avere più fortuna. «Di recente abbiamo vinto il ricorso al Tar quindi stavolta sono stati i giudici a imporre la demolizione. Ora siamo nella fase di decorrenza dei termini, in cui il proprietario può fare eventuale ricorso. Ma se non succede niente, vinceremo definitivamente la causa».
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