Il Tirreno

Grosseto

«Successo calcolato e preparato»

«Successo calcolato e preparato»

Il presidente del Monumento, Massimo Bonelli, ringrazia fantino e contrada

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CASTEL DEL PIANO. A giochi finiti, dopo che la contrada del Monumento di Castel del Piano si è portata in sede il palio di Silvia Francini, dopo una carriera emozionante e sofferta, il presidente rossoblù Massimo Bonelli, al quarto palio vinto nel ruolo di maggiore carica, ringrazia tutti e commenta questo undicesimo palio vinto, anticipando delle novità: «Un successo, questo del palio 2013, quanto mai cercato, calcolato e preparato. Avevamo il cavallo buono, è vero, ma non basta il cavallo, perché ci sono tantissimi elementi del puzzle da mettere insieme. Intanto il fantino, Giuseppe Zedde, Gingillo, è con noi da 10 anni. E con fantini così si creano legami che poi vanno ben oltre la professione, ma diventano legami di amicizia e di stima reciproche. Un po’ come era successo alle Storte con Mario Canu, il Clemente che era l’amico oltre che il fantino della contrada bianconera. Poi c’è la fede e il lavoro di tutto il popolo contradaiolo». Il Monumento è, di Castel del Piano, la contrada più grande e anche quella con tantissimi giovani che per tutto l’anno la vivacizzano. A metà di ottobre ci sarà poi la grande cena della vittoria. Intanto si lavora anche sul versante storico. Siccome nel palio vinto compaiono i 4 evangelisti, ognuno raffigurato con il simbolo dell’animale a loro riferito, si è pensato di inserire nello stemma del Monumento, come simbolo di contrada, il leone che allude a San Marco evangelista. Il perché lo spiega lo stesso Bonelli: «Marco apre il suo Vangelo parlando di S. Giovanni e San Giovanni è il nostro protettore. Per cui la contrada ha dato incarico al ricercatore Marco Farmeschi di approfondire la ricerca e appena conclusa inseriremo il leone alato nello stemma». E della nuova alleanza con le Storte che ne pensa il presidente: «Restando un punto fisso, quello della rivalità Monumento-Borgo, le altre due contrade possono cambiare amicizia a seconda della politica paliesca. Nulla di strano, dunque, ma mosse, stretegie e politiche che sono l’essenza stessa della grande giostra del palio. Ringrazio tutti e dedico questo palio al mio popolo rossoblù. Al capitano Lepori nella cui carriera ci sono 3 pali vinti, ai consiglieri della contrada e alla mia famiglia, ai miei due figli e a mia moglie Grazia che da sempre vive la contrada come una seconda famiglia». (f.b.)

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