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Prc: «Follonica non è più una città per turisti»

Prc: «Follonica non è più una città per turisti»

FOLLONICA. Rifondazione spara a zero sul governo Baldi: puntare di più sul turismo significherebbe posti di lavoro in più per Follonica. Un’estate sotto tono quella appena trascorsa, almeno a quanto...

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FOLLONICA. Rifondazione spara a zero sul governo Baldi: puntare di più sul turismo significherebbe posti di lavoro in più per Follonica.

Un’estate sotto tono quella appena trascorsa, almeno a quanto riportano dal circolo follonichese di Rifondazione dove hanno anche influito le scelte del Comune.

«Sicuramente una grossa responsabilità è da attribuire alla attuale crisi globale – spiegano dal partito - ma anche all’assenza di interventi adeguati da parte delle amministrazioni locali, interventi che da anni non vengono perpetrati. Basta elencare gli avvenimenti negativi verificatisi in questi ultimi mesi, per avere giustificazioni più che valide sulla situazione di decrescita del fenomeno turistico: la presenza dell’impianto di incenerimento di Scarlino, accettata da alcune amministrazioni e voluta fortemente dalla Provincia che ne ha decretato il riavvio, malgrado le sue ormai documentate emissioni di diossine, la fuoriuscita di liquami nei fossi Cervia e Fico, l’arrivo a mare dal Petraia di liquami e reflui di lavatrici ogni volta che si verificano improvvisi temporali od acquazzoni estivi (la normalità nel periodo invernale), l’avvelenamento e moria di pesci nel canale Solmine che periodicamente si verifica».

Rifondazione chiede che le autorità trovino i responsabili almeno una volta per tutte che vengano chiariti questi episodi così spiacevoli.

All’elenco fatto poi si devono aggiungere per il partito anche le lamentele dei cittadini per i miasmi a Cassarello, per il traffico indisciplinato per la scarsa manutenzione della città e ancora per la devastazione delle pinete e l’assenza di spiagge pubbliche.

«In questo momento di crisi economica dove vengono utilizzati sempre più lavoratori sottopagati o addirittura in nero, dove i posti di lavoro dell’industria vengono sistematicamente bruciati, interventi adeguati sul turismo potrebbero compensare, almeno in parte, le perdite subite. Più volte il Pec ha chiesto, chiarimenti prima, ed interventi poi, sulle varie tematiche enunciate ma, come sempre, anche questa volta prevediamo un silenzio assordante che piomberà sui cittadini che ignari, ma anche indifferenti, continueranno a subire».

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