Attenzione
Manca una maestra, uscita anticipata
Protestano i genitori della primaria di via Einaudi: «Come facciamo con il lavoro a essere a scuola alle 12,30?»
GROSSETO. Scuola che vai, protesta che trovi. È l'onda lunga della riforma, dei tagli, di una gestione che ogni anno assomma criticità e problemi. Oggi è la volta della scuola primaria di viale Einaudi, Istituto comprensivo Grosseto 4. Uno di quei plessi che in città gode di buona fama, che funziona, con molteplici offerte formative e soprattutto insegnanti consolidate e stimate.
Nelle prime classi, però, da quest'anno, diminuisce l'orario settimanale. All'appello della prima campanella si registra infatti l'assenza di una maestra in organico. Insomma ore scoperte, sottratte alla didattica. Il motivo è da ricercare nei pensionamenti, nei mancati reintegri. La dirigente, martedì, a spiegare cosa stava succedendo ai genitori, ha mandato il vicario e coordinatrice di plesso, Maria Grazia Colistra. Ma non è bastato.
Le classi che passano da 30 a 27 ore sono due. Una quarantina di bambini. Due/terzi dei genitori hanno firmato una lettera al dirigente in cui si chiedono soluzioni alternative. «Anche perché - raccontano - lo abbiamo appreso solo il giorno prima dell'ingresso in aula, martedì, che c'era 'sta bella novità…». Con quali conseguenze? L'immancabile arrabbiatura, la raccolta delle firme, la richiesta di settare l'orario in modo diverso, infine la minaccia di trasferirsi altrove.
«Alla scuola elementare di viale Einaudi, fino all'anno passato, queste classi facevano 30 ore settimanali - proseguono i genitori - spalmate su 6 giorni: 5 ore al dì, dal lunedì al sabato. Ingresso alle 8, uscita alle 13. Adesso non più. Dicono di aver preso atto del 'problema' (la necessità di ridurre l'orario scolastico settimanale da 30 a 27 ore) solo adesso, a settembre, ma ci siamo informati e non funziona proprio così...».
I genitori esprimono disappunto. «Tra il dire e il fare, si sa, c'è di mezzo il mare. Nel nostro caso un mare di disagi che adesso ci troviamo ad affrontare senza preavviso. Ci rivolgeremo al provveditore, all'Ufficio scolastico provinciale, perché i patti non erano questi. Si sa, si sceglie la scuola dei figli anche per l'orario che offre…».
In effetti si perde una mezz'ora al giorno di lezione. O al mattino (ingresso ritardato alle 8,30 invece che alle 8) o all'approssimarsi dell'ora di pranzo (uscita alle 12,30 piuttosto che alle 13). Entrambe le soluzioni incidono sugli orari di lavoro di babbo e mamma che, non a caso, avevano scelto via Einaudi.
E allora contro il provvedimento annunciato martedì ecco che si sono attivate diverse famiglie. «Mettiamo diverse proposte sul tavolo. Conosceremo gli sviluppi nei prossimi giorni. Sarebbe già qualcosa incontrare la dirigente e capirne di più». C’è una lettera in partenza per dirigente e provveditorato, ci sono delle firme in calce. Le famiglie chiedono una risposta scritta e i dettagli della modifica dell’offerta formativa per le due classi. Chiedono anche che la scuola venga incontro ai genitori per minimizzare i disagi.
In materia di piano dell'offerta formativa e di adattamento del calendario e dell'orario scolastico ha potere decisionale il consiglio d'istituto, composto anche da genitori. La scelta del dirigente e del collegio dei docenti non ha quindi ancora determinato l'attuazione del 'taglio'.
«Non si può ridurre il modello delle 30 ore del tempo-scuola senza coinvolgere, o peggio avvertire per tempo, le famiglie. Ora paradossalmente le famiglie non solo non hanno domandato né avallato l'abbreviazione dell'orario settimanale, quanto piuttosto hanno formalizzato la richiesta dell'orario scolastico di 30 ore al momento dell'iscrizione dei loro figli alla scuola primaria e la stessa istanza ci dicono che è recepita nel Pof, con valore per l'intero ciclo».
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