La manifestazione
«Il cantiere della Senese non rispetta le regole»
PETRIOLO. Altro che cantiere modello, altro che impatto zero. Il cantiere per la costruzione del raddoppio della Senese non rispetterebbe le prescrizioni della Soprintendenza e metterebbe a rischio l’...
PETRIOLO. Altro che cantiere modello, altro che impatto zero. Il cantiere per la costruzione del raddoppio della Senese non rispetterebbe le prescrizioni della Soprintendenza e metterebbe a rischio l’area del Petriolo e l’antica chiesa con le vasche termali, usata da illustri ospiti fin dall’antichità, da Enea Silvio Piccolomini. Lo denunciano Italia Nostra e l’associazione Amici del Petriolo che ieri hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a Firenze per ribadire quello che nelle scorse settimane era solo un allarme e che oggi, con l’apertura del cantiere, dal loro osservatorio è diventato realtà.
«La soprintendenza di Siena ha inviato ad Anas, con nota del 24 luglio, l’elenco delle misure e degli interventi di tutela e di protezione degli immobili da attuare prima dell’inizio dei lavori nell’area storica, ricordando che il monitoraggio deve servire per prevenire ed evitare dissesti al bene tutelato, non a registrarli a danno avvenuto», spiegano le due associazioni.
Ebbene, «Anas – denunciano Italia Nostra e Amici del Petriolo – ha deliberatamente ignorato tali prescrizioni e ha iniziato da tempo i lavori, con ricorrente passaggio di mezzi di cantiere all’interno dell’area da salvaguardare; Comune, Provincia e Regione, pur competenti nella tutela ambientale, continuano a trascurare la situazione».
Le due associazioni chiamano in causa anche il sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti Erasmo d’Angelis che continua a propagandare un «cantiere modello a impatto zero» ignorando cosa sta succedendo. Cosa di preciso?
«Il 10 settembre è venuta una bomba d’acqua – spiegano gli Amici del Petriolo – e i camion non hanno potuto percorrere la strada dedicata. Sono dunque passati in otto vicino alla chiesa senza che esista il tappeto antivibrazioni, che ancora non è stato realizzato».
Le due associazioni hanno scritto una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi e sollecitano Strabag (ditta incaricata dei lavori) Anas e Unipol (proprietaria del tereno dove si trova la chiesa) ad adempiere alle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza. Invitano quindi la Soprintendenza, il Comune di Monticiano e la Provincia di Siena a porre in essere ogni azione necessaria nei confronti degli inadempienti, riservandosi di presentare un esposto in procura».
Francesca Ferri
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