Attenzione
Caccia, 9mila doppiette pronte al via
Domenica si apre la stagione venatoria. Tesseramenti stabili rispetto al 2012 per le iscrizioni di donne e stranieri
GROSSETO. L’apertura della caccia è prevista domenica. In Maremma più di 9mila appassionati stanno per riprendere in mano la doppietta. Sono già iniziate da settimane le passeggiate di cani e padroni (ovviamente disarmati). Ancora due giorni e si potrà sparare, non solo da appostamento.
L’antipasto - la preapertura - qui è stato modesto. Troppo caldo, prede con scarso appeal. Il 1º settembre potevano essere messe nel mirino solo gazze, tortore (ma sono poche), ghiandaie e cornacchie. Non era stata aperta, invece, la caccia al merlo e al colombaccio (al via il 15) perché non richiesto dalla Provincia di Grosseto (che da tre anni, unico caso in Toscana, sceglie di dare ascolto al mondo animalista), né quella agli storni, visto che gli agricoltori non hanno fatto richiesta di danni.
Buone sono invece le aspettative per l’apertura generale. Lepri (cacciabili fino all’8 dicembre) e fagiani (chiusura a fine anno) sono presenti in numero elevato, grazie ai lanci dei tre Atc e alla stagione piovosa. Da domenica fuoco anche verso starne e pernici rosse (stop a fine ottobre), merli, tordi, allodole, quaglie, starne e beccacce. Infine la caccia alla volpe in battuta e alla tana (da metà settembre a marzo) con un massimo di 10 partecipanti e cani idonei.
Nel Grossetano i seguaci di Diana sono circa 9.300 (quasi 400 le donne). Numeri più o meno stabili con il movimento che perde fisiologicamente qualche anziano ma compensa con donne, giovani e alcuni extracomunitari. Fino a oggi è stato richiesto, più o meno, lo stesso numero di tesserini venatori del 2012 a dimostrazione che, nonostante balzelli, problemi burocratici e invettive animaliste, la caccia tiene.
Eppure le polemiche, negli ultimi giorni, non sono mancate. Da una parte gli animalisti che contestano la crudeltà di questa pratica. Dall’altra le associazioni venatorie, non soddisfatte delle opportunità concesse dal calendario. La deroga per lo storno, per esempio, viene data soltanto se vengono segnalati alla Provincia danni alle colture e quest'anno, in Maremma, risultavano vicini allo zero. Eppure - secondo Monaci (Federcaccia) - «lo storno è presente nel grossetano in modo massiccio e fa anche danni alle produzioni agricole». Considerazioni simili le fa Arci Caccia riguardo a merli e colombacci, a cui in provincia di Livorno e di Siena si poteva sparare già dal 1º settembre. Qui no. «Sempre la Provincia - spiega Claudio Sozzi - penalizza la caccia al cinghiale e il controllo dei caprioli, i cui abbattimenti sono più complicati che in passato».
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