Il Tirreno

Grosseto

Ludoteca senza agibilità Il Comune dà lo sgombero

di Francesca Ferri
Ludoteca senza agibilità Il Comune dà lo sgombero

I vigili contestano al Piccolo Principe varie lacune nella documentazione edilizia Intanto, però, quei locali hanno ospitato bambini. E il caso finisce in procura

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GROSSETO. Manca la polizza assicurativa per la rateizzazione dei contributi concessori, mancano abitabilità e agibilità, manca la comunicazione al catasto che l’immobile ha cambiato uso e, infine, i locali creati dopo la ristrutturazione non corrispondono a quelli del progetto. Per questo il Comune di Grosseto sfratta il Piccolo Principe, la ludoteca e centro giochi educativo nel complesso le Gemme di via Svezia. E manda il suo dossier in procura.

L’ordinanza di sgombero è arrivata il 30 agosto dal Servizio edilizia privata del Comune dopo vari sopralluoghi dei vigili urbani. L’indagine è iniziata dopo che al vecchio laboratorio artigianale, che si trovava in quei locali, è stata cambiata la destinazione d’uso per farne un luogo destinato a ospitare attività di servizio per centro gioco educativo. Così rinato, il locale è stato preso in affitto dall’associazione il Piccolo Principe che c’ha fatto una ludoteca.

A dicembre 2012 il Piccolo Principe chiede al Comune di poter rateizzare il pagamento dei contributi che deve al Servizio edilizia privata. Ma ad oggi il Comune gli contesta di non aver trasmesso né la polizza fidejussioria a garanzia della rateizzazione, né di aver presentato la ricevuta del saldo. Insomma: c’è ancora un conto in sospeso. E non solo quello.

Agli uffici comunali non risulta, infatti, che il Piccolo Principe abbia presentato alcuna pratica di agibilità e abitabilità dei locali, nonostante abbia comunicato la fine dei lavori già a febbraio. E nonostante in questi mesi abbia ospitato bambini.

Lo scorso luglio i vigili effettuano diversi sopralluoghi al Piccolo Principe. Nel primo trovano varie discrepanze tra lo stato dei luoghi e quello previsto nel progetto. Nel secondo accertano definitivamente che il locale è una ludoteca e mettono nero su bianco che la legale rappresentante del Piccolo Principe, Claudia Vinciguerra, dichiara di non essere a conoscenza delle norme nazionali e regionali in materia di edilizia privata. Il 15 luglio il comando della Municipale emette un’ordinanza di non utilizzo dei locali per carenza di certificazioni sui requisiti igienici, sanitari ed edilizi. Grande è la sorpresa dei vigili urbani quando, il giorno dopo, tornati per notificare l’atto a Vinciguerra, vi trovano dei bambini.

A quel punto Vinciguerra invia al Comune un fax, tramite il suo avvocato, per comunicare di essere in possesso dei documenti relativi all’abitabilità e chiede l’annullamento in autotutela o almeno la sospensione dell’ordinanza di non utilizzo dei locali. Al 30 agosto, però, al Comune non risulta pervenuto alcunché e da qui parte la nuova ordinanza. Stavolta di sgombero. Il Servizio di edilizia privata dà 30 giorni di tempo alla ludoteca per andarsene e, nel frattempo, trasmette l’atto alla Procura. «Al momento siamo chiusi – spiega Vinciguerra – comunque il solo problema è che manca la fidejussione perché il Comune non ci ha accettato l’assicurazione. Quanto alle difformità, non so di che tipo di difformità si stia parlando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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