Il Tirreno

Grosseto

Le urla sotto rete a ogni punto segnato

di Francesca Gori
Le urla sotto rete a ogni punto segnato

Gli amici aspettano di poter salutare per l’ultima volta Giulia: il ricordo dei compagni della squadra di pallavolo

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Non c’è un modo per dire addio a un’amica di 23 anni. Non c’è un modo per salutare una figlia che non entrerà più in casa, riempiendola del suo sorriso, facendola risuonare della sua voce, lasciando la scia del suo profumo. Nessuno di chi nei tre giorni che hanno separato la vita di Giulia dalla sua morte, è rimasto appeso a un filo che si chiamava speranza, riesce ancora a capire cosa sia successo. Non tanto domenica mattina, quando la Citroen C3 al volante della quale c’era la ventitreenne, è finita fuori strada. La polizia stradale, affiderà a un verbale le misurazioni dell’incidente e spiegherà probabilmente, come sono andate le cose. I medici delle Scotte di Siena diranno probabilmente quale, tra i molti traumi riportati nello schianto, è stato fatale per Giulia. Nessuno, invece, potrà rispondere alla sola domanda che da martedì sera gira nella testa di tutti: «Perché?».

Rimbalza sulla sua pagina Facebook, rimbalzava su quella del suo fidanzato. E rimbalzava nella palestra della Vico, dove Giulia si allenava due volte alla settimana sotto rete. Giocava a pallavolo nella squadra Verde Uisp, categoria amatori.

«Giocava per divertirsi - dice il responsabile della lega volley Uisp Piero Parricchi - organizzavano tornei tra loro e facevano un po’ d’attività per stare insieme».

Sotto rete, Giulia era una forza della natura. «Era impossibile non amarla fin dalla prima volta che la vedevi, il suo sorriso era contagioso - ricorda Simone - Ho avuto la fortuna di conoscerla tramite la pallavolo, sport che ci legava e appasionava entrambi. Sia in campo che fuori non l’ho mai vista triste, ho sempre visto una Giulia positiva. Sapeva coinvolgere ogni persona in tutto e per tutto».

La Giulia scatenata sul parquet era la stessa Giulia che la mattina si alzava per andare a lavorare nel negozio di mamma Gabriella, che fa la parrucchiera sul viale Sonnino. La sforbiciata sotto rete, i punti, il cinque. «Quando giocavamo assieme ad ogni punto fatto urlava di gioia e sorrideva - racconta ancora Simone - sapeva trasmettere una carica impressionante a tutta la squadra, ed è anche grazie a lei che ho scoperto il valore dell'amicizia. Su Giulia potevi sempre contare. Non diceva mai di no, era sempre disponibile».

È strano per tutti, giovani e meno giovani, parlare di Giulia al passato. La ragazza è morta nel reparto di Rianimazione delle Scotte di Siena martedì alle 18.20. Le lancette dell’orologio, da quel momento in avanti, hanno continuato a girare mentre il cuore della ventitreenne si era fermato. Ieri sera, non era ancora arrivato il nullaosta del magistrato per la sepoltura e con ogni probabilità la salma di Giulia tornerà in città oggi, a meno che non venga disposta l’autopsia. E resterà, una volta dato l’ultimo saluto alla ragazza, la stessa domanda che da domenica mattina non trova risposta. Perché? L’unica domanda alla quale le analisi e la burocrazia, non potranno mai dare risposta.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa