Il Tirreno

Grosseto

«La guida ci stronca? Purtroppo fa bene»

di Maurizio Bernardini
«La guida ci stronca? Purtroppo fa bene»

La gente dà ragione a Lonely Planet: poca cura e pochi servizi

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GROSSETO. Se stai sonnecchiando e qualcuno ti dà una mazzata tra capo e collo il risveglio non è dei migliori. La recente notizia della stroncatura di Grosseto, città che merita appena “Una breve visita” secondo la Lonely Planet, una delle più importanti case editrici che distribuisce guide turistiche nel mondo, continua a creare malumore e reazioni.

Sì, perché per una città che ha la pretesa di essere un gioiello tra i tanti che la Toscana può offrire ai vacanzieri, finire nello sgabuzzino non è cosa facile da digerire. Quello della Lonely “È un giudizio superficiale e tirato via, tutte le guide sono interessanti, ma nessuna è il Vangelo” aveva subito sbottato l’assessore al turismo, Giovanna Stellini, invitando gli autori a venire a vedere con i propri occhi cosa è Grosseto.

Ma il tentativo di difendere l’onore della città - e magari, dicono i maligni, il proprio operato – ai più non è risultato cosa gradita. Tante, infatti, le reazioni stizzite da parte di molti grossetani postate su Facebook e inviate al Tirreno: non vogliono sentire ragioni, per loro la Lonely è nel giusto, ha detto la semplice verità. «Invece che criticare e offendersi – scrive Mirella - non sarebbe il caso di cospargersi il capo di cenere, ammettere le carenze e superarle?». Duro anche Massimo: «Da grossetano puro sono davvero contento che ci abbiano stroncato così. È una pena andare a passeggio per la nostra città: niente servizi, a cominciare dal trasporto pubblico che nemmeno in Botswana fa così schifo. Potresti passare ore e ore ad aspettare bus, ce n’è uno ogni morte di papa. Abbiamo le Mura (sarebbero il punto forte) che potremmo sfruttare per passeggiate a piedi, in bici o per farci qualche festa. Invece sono lasciate al degrado più totale, con sporcizia in ogni parte e scritte sui muri fatte dai teppistelli». Siamo dunque salvi solo grazie «al clima, che per fortuna c’invidiano in tutta Italia. Per il resto stendiamo un velo pietoso, potrei star qui ancora a elencare una marea di altre cose che mi fanno vergognare di essere grossetano. Ah, dimenticavo: pure la notte bianca siamo riusciti a non farla più». Rincara la dose Elysia: «Quando vedo i turisti a Grosseto mi fanno pena, poverini. Solo la campagna intorno e i paesi sono belli». Anche Renzo dà piena ragione alla Lonely e si dice stupito «Perché non capisco di cosa ci si debba sdegnare o meravigliare! Basta fare un giro per Grosseto per rendersi conto di come un turista non trovi nulla di così interessante da vedere, comprese le Mura, da tempo ricettacolo d’immondizia, trascuratezza e squallore per un malgoverno che ormai si ripete da anni». L’organizzazione turistica? «Siamo rimasti a 40 anni fa. Le strutture sono poche e la comunicazione pubblicitaria quasi inesistente, a parte i cartelloni delle mille sagre che ormai ci soffocano dal 1° giugno al 30 settembre. Il coordinamento tra i Comuni è un'utopia: sono anni che si dibatte su un collegamento ciclo pedonale da Castiglione a Talamone per la costruzione di due semplici ponti sull'Ombrone e sulla Fiumara, mentre si costruiscono costosissime rotatorie a ripetizione (spesso inutili e pericolose). Attraversare con la bicicletta la Fiumara è impresa pericolosa (non ci sono neppure strisce pedonali), pensare di andare all'Alberese impossibile. Chissà se i nostri operatori turistici conoscono il turismo su due ruote che inizia ad aprile e finisce a ottobre in alcune regioni italiane, senza parlare di quelle estere. O forse siamo ancora convinti che con due mesi di lavoro si possa vivere un anno? Senza parlare poi dello scempio edilizio fatto a Marina per gli interessi economici di pochi eletti. È la storia che si ripete, però c’indigniamo se il giudizio su una guida non rispetta le nostra aspettative. Proviamo a leggere cosa si dice sul Trentino e magari organizziamo un viaggio e andiamo a vedere cosa vuol dire fare turismo, con un po' di modestia e anche con la voglia di comprendere che se ognuno continua a pensare al proprio orticello non arriveremo mai da nessuna parte». L’assessore Stellini invita gli autori a farsi un giro in città? L’itinerario lo suggerisce Roberto: «Arrivo degli autori in treno e visita della piazza della stazione, poi subito in centro: via Saffi con l'ex Spedale. Si prosegue sulle Mura Medicee, unico vero monumento civile di Grosseto, magnificamente tenuto e reso fruibile a tutti! Quindi in via Mazzini, prima per vedere il rudere della ex biblioteca Chelliana, poi in ammirazione dell'ex cinema Marraccini. Poi un tocco di cultura, con la visita della pinacoteca con le opere donate dal collezionista Luzzetti. Ah no, questa è una delle tante promesse irrealizzate. Per finire, serata in piazza Dante, “splendente" esempio d’illuminazione pubblica in stile piazzale scarico merci. Speriamo che gli autori declinino l'invito!». Davvero pochi i giudizi in linea con quello dell’assessore. Per la gran parte dei grossetani il capoluogo è inadeguato, dorme. E quando sonnecchi e ti arriva una mazzata tra capo e collo il risveglio non è dei migliori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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