Il Tirreno

Grosseto

L’olio maremmano alla conquista della Cina

di Enrico Pizzi
L’olio maremmano alla conquista della Cina

Una delegazione dei Frantoi presenterà l’oro verde prodotto nel Grossetano alla fiera di Pechino

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GROSSETO. “Frantoi di Maremma” affronta la sua prima lunga trasferta. L’obiettivo è far conoscere l’olio delle aziende del Grossetano anche all’estero, un mercato che da sempre apprezza i prodotti della nostra zona: questa volta, però, puntando su Paesi nuovi rispetto al passato.

La rete di frantoi creata con un lungo lavoro da Confartigianato Imprese Grosseto sarà in trasferta a Pechino alla fiera internazionale Oil China 2013: in rappresentanza delle aziende partiranno Emiliano Calchetti, funzionario Confartigianato del settore Alimentazione, e Paolo Sabatini, presidente della rete di imprese Frantoi di Maremma.

La fiera è in programma da lunedì 23 a mercoledì 25 settembre. «Abbiamo messo insieme gli imprenditori più esperti – dice Emiliano Calchetti – per creare uno dei migliori oli extra vergine d’oliva d’Italia. Il risultato è Frantoi di Maremma, una rete di sette frantoi artigianali di antica tradizione locale che lavora le olive raccolte da piante secolari del territorio. La produzione complessiva della rete si aggira attorno ai 500mila litri di olio di oliva all’anno».

Ecco i prodotti: l’olio extra vergine di oliva di tipo medio, dal sapore delicato e fruttato, l’olio extra vergine di oliva di tipo intenso, dal sapore persistente e poi i vari condimenti al limone, all’arancia, al peperoncino, all’aglio, al basilico.

«Negli ultimi anni – spiega Sabatini – la nostra produzione di olio extra vergine di oliva e di oli aromatizzati è fortemente cresciuta. Questo è il motivo per il quale vorremmo far conoscere ai cinesi quanto siano buoni e salutari i nostri prodotti».

La concorrenza internazionale e i metodi sempre più sbrigativi di raccolta delle olive hanno messo a dura prova il settore dei piccoli e medi frantoi perché la coltivazione degli oliveti di collina e la frangitura in giornata hanno un costo-base che non è competitivo con i metodi industriali. I mercati generalmente propongono olio di oliva a basso prezzo, perfino inadeguato a remunerare i costi di coltivazione e trasformazione delle olive. Solo un attento ed esperto consumatore è in grado di percepire il livello qualità-prezzo del prodotto. L’olio di qualità viene quindi sempre più relegato a mercati di nicchia che sono inarrivabili per i piccoli frantoi, salvo rare eccezioni. Così l’idea di creare una rete tutta maremmana per unire le forze e trovare nuove frontiere.

«Esiste un mercato crescente di consumatori che cercano la qualità – spiegano Calchetti e Sabatini –: sono clienti esigenti che vogliono sapere tutto riguardo al prodotto che acquistano. Chi è il produttore, dove sta e come lavora. Amano ricevere informazioni sui luoghi provenienza e le tradizioni locali. Apprezzano una logistica puntuale, che cura il prodotto fino alla consegna in perfetto stato». E proprio sulle reti di imprese punta Confartigianato: «Frantoi di Maremma – spiega il segretario generale Mauro Ciani – è un altro fiore all’occhiello della nostra associazione».

I frantoiani che fanno parte della rete sono: Maurizio Bianchi (Bianchi & Lusini snc), Antonio Merli (Frantoio Sovana), Michele Nannini (Terre di Capalbio), Mario Rocchi (azienda Mario Rocchi), Giancarlo Rossi (azienda Il Barrocchio di Giancarlo Rossi), Paolo Sabatini (Frantoio San Luigi) e Alberto Trapassi (impresa Alberto Trapassi).

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