Il Tirreno

Grosseto

Fine legislatura con un probabile erede

di Paola Villani
Fine legislatura con un probabile erede

Il sindaco Baldi non si ricandida: per la carica di primo cittadino spunta a sorpresa il nome del vice Andrea Benini

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FOLLONICA. Eleonora Baldi lascia la poltrona: una ricandidatura per adesso non è proprio nelle sue intenzioni. Il sindaco di Follonica pare fermamente convinto a non bissare il suo mandato non è stato un quinquennio semplice. Da quel cartello «E ora il Comune alla Signora», esposto in bella vista nella sede del Pd di via Portogallo il giorno della sua elezione a sindaco ad oggi il percorso è stato pieno di insidie e momenti difficili. La Signora esce adesso dalla porta di ingresso, non «sbattendola» come dice lei, ma semplicemente «accostandola per rimanere a disposizione» di chi siederà ai piani alti del municipio. Non fa nomi precisi anche se i rumors da tempo hanno già designato come suo delfino Andrea Benini, attuale vice sindaco e candidato ideale a ricoprire il ruolo di primo cittadino. Almeno a quanto si dice oggi, quando ancora mancano nove mesi alle elezioni, perché in politica, e a Follonica lo sanno bene, nulla va mai dato per scontato. «Non esiste il futuro di un candidato ma quello di una città». Baldi esordisce così parlando dell'argomento elezioni. È molto calma e pacata parla di progetti, di gruppi di lavoro, di piani mai individuali ma corali, come se già avesse chiaro che a giugno prossimo dovrà togliere i suoi oggetti personali dal palazzo che per lei ora è come una seconda casa. «Credo che dobbiamo uscire dal concetto di eredi, designati o outsider: penso che le carte giuste le possa avere un partito che dia continuità ai tanti progetti che abbiamo realizzato in questi cinque anni e che presto dovranno essere inaugurati, piani sviluppati nella condivisione dei quali godranno i cittadini». Che cosa farà se non sarà ancora sindaco: difficile pensare ad una uscita di scena definitiva e neppure il sindaco crede a questa ipotesi. «Mi sono messa a disposizione del mio partito (Pd) – spiega Baldi – non per una candidatura o per avere un posto da presidente di chissà cosa o di assessore in un settore: non mi interessano le cariche, mi piacerebbe mettere a disposizione la mia esperienza a chi verrà dopo di me, sempre a servizio di quel progetto politico condiviso di cui parlavo prima». Ma se le chiedessero di scendere ancora in campo, proprio come accade nel 2009 quando a giochi fatti a sorpresa la “Signora” venne richiamata al comando da chi allora guidava il partito ai livelli superiori di quelli follonichesi. Baldi entrò in corsa nella lista dei candidati alle Primarie vincendo contro Claudio Saragosa all'epoca primo cittadino. Una mossa quella che provocò dissidi interni al Pd forse ancora irrisolti, una spaccatura che ha poi trasformato vecchi amici in acerrimi nemici, anche se nessuno mai ha voluto esprimersi in questo senso apertamente. La lotta tra le due fazioni è andata avanti a suon di velate allusioni una su tutte quella sul Parco centrale progetto inteso in due modi opposti da chi lo ha creato (saragosiani) e chi lo ha portato avanti (baldiani). «Non credo che mi ricandiderei neppure se me lo chiedessero – dice Baldi – penso che in giunta ci siano persone che hanno la capacità di far bene». Andrea Benini? «Potrebbe rappresentare una nota di continuità», spiega ancora. E sull'ipotesi di una candidatura di Monica Faenzi per il centro destra che ne pensa? «Se lei partecipa vuole vincere e qui non ha speranze quindi da amica glielo sconsiglio vivamente – dice ironicamente – Sono convinta che Faenzi non sia disposta a lasciare l'attuale ruolo di onorevole rinunciando ad un'indennità molto appetibile per sostituirla con una piccola gratificazione economica come quella di un sindaco di città, anche se è una signora». Sono passati cinque anni, inchieste pesanti, rinvii a giudizio, momenti difficili ma una caratteristica la Signora non l'ha persa, quel sarcasmo pungente che arriva a chi deve arrivare. Ma tutto è ancora da vedere, nulla in politica può essere dato per certo e chissà che nomi si troveranno di fronte i follonichesi al momento del loro ingresso alle urne.

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