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Da Orbetello e Capalbio due sì, ma con prudenza

Da Orbetello e Capalbio due sì, ma con prudenza

ORBETELLO. Il “Supercomune” piace anche a sinistra. Non è solo il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, esponente di una lista civica ma con un passato nel Pdl, a vedere di buon grado l’unione...

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ORBETELLO. Il “Supercomune” piace anche a sinistra. Non è solo il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, esponente di una lista civica ma con un passato nel Pdl, a vedere di buon grado l’unione di quattro realtà locali: anche i sindaci Pd di Capalbio e Orbetello sono idealmente dalla sua parte, anche se con modalità diverse.

«Sono favorevole alla creazione di una realtà territoriale aggregata più grande e l’ho sempre dimostrato con gli atti della mia amministrazione», dice Monica Paffetti. «Nel campo del sociale, della protezione civile e della sanità abbiamo cercato di porre in essere collaborazioni e protocolli d’intesa con i Comuni confinanti, in modo da ottimizzare le risorse e diminuire i costi. Del resto, in previsione della chiusura delle Province risulta ancor più importante una collaborazione tra gli enti rimasti: è un’evoluzione naturale, direi, anche perché credo ci siano alcuni argomenti che travalicano i confini comunali, e non possiamo certo aspettare che se ne occupino dalla Regione. Il trasporto scolastico, l’istruzione, la sanità e soprattutto la gestione dei rifiuti, sono questioni di cui sarebbe bene interessarsi insieme. Si avrebbe più peso e si potrebbe anche risparmiare, in un epoca in cui i Comuni non riescono ad andare avanti. Quanto alle modalità di attuazione di questo nuovo meccanismo _ conclude la Paffetti _ sarei favorevole a una “Unione di Comuni”, dove si collabori ma dove non ci sarebbe nessuno che comanda più dell’altro. Gli atteggiamenti autarchici a me non sono mai piaciuti e sono sempre stata dell’idea che, se si vuole, si può raggiungere una giusta intesa».

Anche Luigi Bellumori plaude all’aggregazione, ma in forma associativa e non nella maniera “drastica” auspicata da Cerulli: «Il mio pensiero, maturato alla luce della mia esperienza di sindaco e tenuto conto anche dell’evoluzione del diritto pubblico riguardo al rapporto tra cittadini ed Enti locali minori, è che nel breve periodo si possa dare risposta alle problematiche di tipo organizzativo degli Enti più piccoli tramite altri Enti più grandi, garantendo efficienze nei servizi e sfruttando le economie di scala», dice il sindaco di Capalbio. «E questo _ precisa _può essere fatto attraverso il percorso delle “Associazioni di Comuni” o “Unione dei Comuni”. Per l’organizzazione territoriale di un cosiddetto “Supercomune”, invece, credo che sia necessario più tempo per non incorrere nell’errore di voler dare sì maggiori e più pronte risposte alla cittadinanza, rischiando però di penalizzarne in qualche misura una parte».

Su un punto però Bellumori non ha dubbi: «La questione che ci andiamo a porre è molto importante perché le comunità hanno un palese bisogno di risposte concrete in tempi ragionevolmente certi. Invece alcune realtà, soprattutto le più piccole, non riescono a garantire questa necessità. Senza contare che l’organizzazione amministrativa degli Enti è ormai al collasso per le competenze trasferite, per il blocco delle assunzioni, per la spending review, per la legge sugli appalti, per il patto di stabilità. Tutti elementi _ conclude _ che penalizzano questioni come la prevenzione sui territori, lo sviluppo turistico della Costa d’Argento, e una pianificazione urbanistica compatibile tra tutte le nostre realtà. Questo è quello che accade oggi per il sud della provincia, avendo la politica scelto una visione più “Grossetocentrica”».

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