La manifestazione
Cinipide, nuove forme di lotta
Sabato un convegno in cui si parlerà del sistema della potatura a verde
AMIATA. Un’altra sperimentazione sui castagni malati dell’Amiata i cui risultati vengono resi noti. Il cinipide, mortale killer dei castagneti amiatini, sotto la lente di ricercatori, associazioni e coltivatori. Sabato 14 settembre, dalle 9,15, a Castel del Piano nella sala consiliare, si tiene un seminario organizzato dall’associazione Castagna Igp, col contributo del Far Maremma, l’università di Firenze, lo studio tecnico Agricis e le aziende Poggio Bendico di Roberto Ulivieri e Perelle di Andrea Ulivieri. “Coltiviamo il futuro” è il titolo del seminario, che lancia una speranza di poter risolvere entro tempi accettabili, la questione cinipide del castagno che quest’anno, metterà, praticamente, la maggior parte dei castanicoltori in ginocchio, con raccolti più che dimezzati e in certi casi addirittura azzerati. Questa volta, il seminario non si interesserà solo dell’antagonista Torimus, l’unico, per adesso, in grado di battere sul campo il cinipide, ma porterà i risultati di una sperimentazione messa in pratica nelle due aziende di Monte Bendico e Perelle, della cosiddetta “potatura a verde”. «È stata sperimentata – spiega Lorenzo Fazzi – questa strada con l’università di Firenze. Si è potato i castagni ad agosto, a verde, dunque, costringendo le piante a gettare fuori nuovi germogli non inquinati dal cinipide. Cercando, appunto, di alleviare la malattia. I risultati saranno resi noti, appunto, nel seminario di sabato». Una giornata piena di appuntamenti, che si apre coi saluti del sindaco Claudio Franci e prosegue col resoconto sull’infestazione da cinipide del presidente dell’associazione castagna Lorenzo Fazzi. Per la regione Toscana interverrà Andrea Vinci e a seguire Fabrizio pennacchio, fra i più esperti in materia. Il progetto sperimentale Lidacipo (potatura a verde), sostenuto dal Far Maremma, sarà presentato da Giovanni Alessandri, Catia Segnini e i due impresari agricoli, Roberto e Andrea Ulivieri che poi eseguiranno una dimostrazione pratica sul campo. «Noi – afferma Lorenzo Fazzi – stiamo facendo il possibile e devo dire che in Piemonte, dove sono intervenuti col Torimus prima di noi, stanno ottenendo risultati eccellenti, tanto che a breve andremo, con un gruppo di castanicoltori a vedere i risultati nei castagneti piemontesi». Ma anche nell’Amiata non si dorme. Nella sede dell’Unione dei comuni sono ancora aperte e possibili le prenotazioni da parte di chi desidera che vengano effettuati lanci di Torimus nel proprio castagneto. (f.b.)
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